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Sistema in evoluzione

Oggi mi piacerebbe riportare una frase di Angelo Vaira, fondatore della scuola Think Dog, che mi ha colpito particolarmente e che credo suggerisca il giusto di vista con cui valutare il rapporto con il nostro amico a quattro zampe.

Tu e il tuo animale costituite un sistema in evoluzione: ogni cambiamento nel tuo comportamento implica un cambiamento nel comportamento del tuo animale; se il cambiamento nel tuo comportamento sarà quello giusto, il sistema uomo-animale troverà spontaneamente un suo equilibrio
Angelo Vaira

Vaira sottolinea come il rapporto con il nostro cane sia qualcosa di fluido e “in divenire”, che si modella in base al nostro impegno e al nostro approccio. Non è qualcosa di monolitico ma in evoluzione costante… questo significa che in qualsiasi momento possiamo intensificarlo e approfondirlo… o perderlo.

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Il medico risponde: un’età difficile

“Buongiorno,

mi chiamo Massimo e da circa 4 mesi insieme alla mia compagna abbiamo adottato una cagnolina che adesso ha circa 6 mesi.

Il problema è che molte volte non riusciamo a farci ubbidire.

Ad esempio tre giorni fa si è rotto il cinghino e lei è corsa ai giardini dove la portiamo per le passeggiate e i suoi bisogni fisiologici.

Il problema grande è stato riprenderla per condurla a casa perchè lei credeva di giocare e non ci ubbidiva per nulla.

Questo è solo un esempio, ma la lista sarebbe lunga: quando arrivano persone a casa comincia a fare le feste e diventa troppo irruenta , quando le dici di non abbaiare o la sgridi sembra quasi ringhiare o abbaia con senso ironico come dire “cosa vuoi da me” ecc. ecc.

Se esiste un modo le chiedo consiglio su come educarla, perchè picchiarla con un giornale (che faccia rumore e non male) non mi sembra un bel modo per istruirla

Grazie”

 

Caro Massimo,

i problemi che lei mi espone sono molto comuni nei cani di quest’età. La sua cagnolina sta infatti attraversando il periodo più critico della sua vita da un punto di vista comportamentale, in cui si creano le gerarchie all’interno del gruppo famigliare e si stabiliscono i rapporti.

E’ fondamentale che in questo periodo lei e la sua compagna rappresentiate un fronte compatto nella sua educazione, in modo da garantire il corretto instaurarsi dei rapporti all’interno del vostro “branco”. Questo traguardo può essere raggiunto in tutta tranquillità senza l’utilizzo della forza, ma attraverso l’interpretazione dei suoi comportamenti e la giusta reazione ad essi.

Lei stesso infatti si è accorto che il correrle dietro al parco cercando di prenderla è stato interpretato dalla cagnolina come un gioco: il modo migliore in una situazione simile infatti, sarebbe quello di fermarsi, ignorarla senza trasmetterle alcun segnale né a gesti né a parole e aspettare che sia lei ad avvicinarsi per richiamarla al gioco. Se questo non avvenisse, attendere che sia impegnata a fare altro (come annusare per terra o gli altri cani), raggiungerla senza chiamarla e metterle collare e guinzaglio per riportarla a casa.

L’irruenza con cui affronta il contatto con le altre persone e le reazioni rabbiose ai comandi sono manifestazioni della sua volontà di conquistare una posizione dominante nei vostri confronti, del tutto normali in una cucciola della sua età. Non lasciarvi intimorire ma al contrario dimostrarvi entrambi fermi e risoluti nel gestire le situazioni che la riguardano le permetterà di acquisire fiducia nei vostri confronti oltre che rispetto. E’ buona abitudine premiarla con la giusta dose di coccole ma anche con l’utilizzo di premi in  cibo (le sue crocchette ad esempio) ogni volta che esegue un comando o risponde a un richiamo, in modo da rinforzare positivamente il giusto comportamento.

Se da un lato questo è il periodo più difficile nello sviluppo comportamentale del cucciolo, è anche quello in cui vi è la massima capacità di apprendimento e pertanto deve essere sfruttato al massimo.

Se la situazione vi sembra comunque ingestibile potete affidarvi al vostro veterinario che vi saprà consigliare, se lo ritiene opportuno, un educatore cinofilo di fiducia per aiutarvi con un supporto professionale nell’educazione della vostra cagnolina.

Un caro saluto.

 

 

Foto: http://sfondiwebfree.altervista.org

I bravi padroni

1- si mettono nei panni del proprio cane
2- sanno che il rispetto è la chiave di un buon rapporto
3- conoscono i propri limiti e imparano dalle lezioni degli altri
4- antepongono sempre il benessere dei propri cani al proprio
5- dimostrano coraggio e pazienza nei momenti di diffcoltà
6- comprendono l’importanza della responsabilità
7- pensano al futuro
8- sono divertenti ed ottimisti
9- non sottovalutano mai l’istinto dei propri cani
10- accettano che i cani siano diversi da loro
11- sanno quando è il momento di dirsi addio
12- diventano forti quando i loro cani diventano deboli
13- permettono al cane di essere se stesso
14- vogliono dare ai propri cani il meglio

(tratto da: Amicane di Jan Fennell)

I giochi, ogni cosa a suo tempo

Giochi sparsi tutti intorno alla cuccia del cane, giochi sparpagliati in ogni angolo del giardino o del salotto, giochi in un cesto a disposizione in qualche angolo della casa. Sono tutti scenari classici di uno degli errori comuni che alcuni di noi sono soliti commettere: quello di lasciare al nostro cane il totale controllo su suoi passatempi e in particolare sui giochi.

Questa situazione sarebbe meglio evitarla per far sì che il vostro cane capisca quando è l’ora del gioco e quando no e soprattutto capisca che siete voi a stabilirlo e non lui. Deve comprendere che siete voi i custodi dei suoi passatempi preferiti e che è il momento di giocare solo se e quando lo dite voi.

Posizionate palle, palline, corse e giochi di gomma vari in una scatola chiusa che lui non sia in grado aprire o magari su uno scaffale alto.. quando avete del tempo a disposizione per giocare (cercato di trovare almeno 10 minuti tutti i giorni) prendete un gioco e lasciatelo a disposizione totale del vostro peloso. Una vola che avete finito di giocare, ditegli che è stato bravo e mettete via il gioco.. è arrivato il momento di calmarsi e riposare.

Un ultimo consiglio: cercate di giocare con un solo gioco alla volta o al massimo due, averne troppi a disposizione potrebbe portare il vostro cane a distrarsi facilmente, prendere il secondo gioco tutto per se’ e sminuire così la vostra autorevolezza. E’ importante che impari a giocare CON voi!

foto | by Michal Osmenda from Brussels, Belgium (Fetch!) [CC-BY-SA-2.0], via Wikimedia Commons

L’importanza della socializzazione canina

Per esperienza personale posso dire che la socializzazione del cane è uno dei punti chiave su cui si basa l’intera crescita del vostro migliore amico… io questo errore l’ho fatto.

Ho sottovalutato l’importanza di far conoscere al mio cane quante più cose possibili, nell’età in cui gestirlo era più facile (parlo di problemi tecnici come le dimensioni e la forza), cioè nei primi mesi di vita.
Se avete un cucciolo portatelo almeno una volta a settimana a contatto con altri cani, in macchina e in luoghi affollati, nell natura, nell’acqua… tutto questo ovviamente conresponsabilità e tenendo presente che un animale non è una borsa.
Abituatelo a queste realtà non perché dovrà riaffrontarle necessariamente spesso, anzi, sono sempre motivo di stress inutile per un cane… ma fatelo perché nel caso dovesse dimostrarsi necessario avrà già esperienza alle spalle e non si troverà di fronte ad una situazione sconosciuta.

 A mio avviso le esperienze che un cane deve assoluatamente fare da piccolo sono:

– giocare con cani che non conosce, bambini ed estranei (se lui vuole ovviamente)
– entrare in contatto con altre specie animali che potrebbe rivedere in futuro
– abituarsi a luoghi affollati come ristoranti e bar
– conoscere il caos cittadino
A queste potete affiancare qualsiasi altro tipo di esperienza, più ne fa e meglio è, sempre però tenendo conto del carattere del vostro cane e della sua sensibilità.

Conoscendo ed entrando in contatto con queste 4 situazioni fin da piccolo un cane avrà una maggior capacità di autocontrollo quando in età adulta si troverà a doverle riaffrontare.
Una buona socializzazione porta ad un cane piùmaturo, con autocontrollo e capacità valutativa…. come allo stesso modo una persona con maggior numero di esperienze alle spalle è meno spaventata davanti a situazioni che non conosce perché ha più elementi passati che gli permettono di valutare quale sia la scelta migliore da fare.

Prendiamo la definizione di paura: “una reazione sensata ad una situazione sconosciuta“. Bene, dobbiamo fare in modo che le esperienze che facciamo fare al nostro Amico servano a dar luogo ad una reazione SENSATA, “ragionata”… sulla base delle conoscenze acquisite.

Il miglior proposito: 1 esperienza nuova a settimana…. è sufficiente perché il cane accumuli un background non indifferente senza però dover affrontare un stress eccessivo.

Tempo complessivo dell’esperienza: meglio non superare mai i 15, 20 minuti massimo.. che è il tempo medio di concentrazione di un cane.

Promemoria: non esagerate mai, imparate a sviluppare un’empatia verso il vostro cane (come lui a istintivamente verso di voi), se vedete che una certa esperienza lo mette a disagio, fermatevi, rimandate… tornerete su quell’esperienza in futuro, magari in modo più graduale.

fonte | dogcoach.it
foto | www.enacfvg.it

A scuola con la LAV

E’ il nuovo progetto della Lega Anti Vivisezione per sensibilizzare le giovani generazioni alla costruzione di un legame sano ed educato con i propri animali domestici. L’idea è quella di fornire due versioni di “Quaderni della LAV”, realizzati dal Settore Educazione e Scuola dell’Associazione, alle scuole primarie e secondarie di primo grado.L’iniziativa, nello specifico, è finalizzata a insegnare i comportamenti degli animali, le responsabilità dei singoli individui e della società nei loro confronti, come relazionarsi nel modo giusto con loro in modo corretto e quali sono le normative che li tutelano.

Il primo quaderno, cioè quello dell’anno scolastico appena iniziato (2011-2012) è dedicato agli “Animali in Famiglia” e insegna come instaurare una convivenza piacevole sia per i padroni che per gli animali stessi. Seguiranno poi il quaderno dedicato agli “Animali che vivono nelle nostre città” e quello dedicato agli “Animali selvatici”.


Ilaria Marucelli, responsabile del Settore Educazione e Scuola  della LAV, si pesprime così a riguardo: “Uno scrigno ricco e stimolante di proposte, da introdurre nei percorsi curricolari della didattica ambientale: partendo dal gioco, si offre un aggancio ai molteplici temi connessi (partecipazione, cittadinanza attiva, responsabilità, legalità) in modo creativo. I quaderni rappresentano, quindi, una preziosa occasione per ampliare le proprie conoscenze e convinzioni sugli animali e confrontarle anche con prospettive diverse da quelle comunemente accettate”.

Il materiale sarà inviato a quelle classi che decideranno di iscriveris e sostenere l’Associazione ed è stato ideato e realizzato nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato tra la LAV e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che viene rinnovato ormai ogni anno dal 1999.

Una mini-visita tutti i giorni

I cani sono animali abitudinari e non è detto che questo sia un male, anzi, spesso possiamo far diventare questa caratteristica un punto a nostro vantaggio.

Un’abitudine che ci ripagherà non poco in futuro è quella di faregli find a piccolo una piccola visita “veterinaria” tutti i giorni. Niente di impegnativo, cinque minuti sono più che sufficenti, ma il ripetere quest’azione tutti i giorni lo abituerà ad essere controllato da voi e, se siete fortunati, dal vostro veterinario.

Cinque minuti tutti i giorni non sono poi tanti no? Chiamatelo a voi, fatelo mettere seduto o a terra e fategli un check-up: controllate le zampe (passate le dita anche tra un polpastrello e l’altro), controllate le orecchie, i denti, le gengive, tastate la pancia e il petto. Una volta finito un bel “bravo ragazzo/a!” e magari un bel bocconcino.

Può sembrare una cosa stupida ma credetemi invece in futuro non potrete che giovarne perché il vostro peloso si sarà abituato all’idea che voi potete in qualsiasi momento controllare se fisicamente è tutto ok… e vi assicuro che in casi di emergenza aver libero accesso ad arti, bocca ed orecchie non è roba da poco!

foto | healthypets.mercola.com

Mai prima di due mesi

Questa regola è fondamentale e non dovete solo rispettarla ma anche difenderla e soprattutto diffonderla: non si porta via un cucciolo dalla sua mamma prima dei due mesi! Mai e poi mai!

I primi sessanta giorni per un cucciolo sono fondamentali, in questo periodo non forma del tutto il suo carattere tuttavia getta le basi per quelle che sarà la sua predisposizione o incapacità alla socializzazione. Nei primi due mesi di vita infatti ogni cane riceve due tipi di insegnamenti: quello proveniente dalla madre e quello proveniente da fratelli e sorelle.

La madre ha il compito di insegnare ai cuccioli la gerarchia di un branco e il rispetto di essa, quali confini (metaforici ma anche fisici) si possono oltrepassare e quali no, le tecniche di caccia e di complicità nel garantire la sopravvivenza del branco. Il rapporto coi fratelli insegna invece ad ogni cucciolo come ci si relaziona al mondo esterno, giocando acquisice la capacità di dosare la forza e soprattutto acquista fiducia verso gli “altri”. Se è vero che un cane ben socializzato è un cane sereno allora è facile comprendere come i suoi primi 60 giorni dalla nascita siano di fondamentale importanza.

Ovviamente due mesi è un tempo indicativo, per questo è opportuo sempre chiedere il parere dell’allevatore che ha visto i cuccioli fin dai primi giorni di vita. Ad esempio potrebbe essere opportuno far prolungare il periodo di svezzamento in alcuni casi a due mesi e mezzo per far completare il percorso educativo… purtroppo questo dipende da cucciolata a cucciolata. In ogni caso mai e poi mai dovete prelevare il vostro cucciolo prima dei due mesi… dovete pazientare ma vi assicuro che verrete ripagati in futuro!

foto | By Jennagu (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons
foto | By Heather (originally posted to Flickr as Puppies Wrestling) [CC-BY-SA-2.0], via Wikimedia Commons

In Australia difficile situazione con i pitbull

Metà agosto, Melbourne, Asutralia, una bambina di quattro anni viene aggredita e uccisa da un pitbull a casa della cugina.

 A poco meno di un mese dall’episodio la comunità locale di Hume, sotto shock, sta reagendo alla tragedia in un modo che lascia quantomeno perplessi. Gli stessi proprietari stanno chiedendo alle autorità locali la soppressione dei propri animali come prevenzione verso future aggressioni. A spingerli verso una simile posizione è probabilmente l’emendamento in fase di approvazione proposto dalla polizia locale e dall’amministrazione secondo cui la responsabilità – civile o penale – dei danni compiuti dai cani ricada sui loro padroni.

 Alcuni padroni hanno deciso di consegnare i proprio cani alla “Lost Dogs Home” l’organizzazione locale che si impegna nella tutela degli aniamli ma per il momento sono state almeno dieci le richieste di soppressione esplicite ricevute dalle autorità per esemplari di razze che rientrano nella “lista pericolosa” contenuta nell’emendamento sopracitato.

Purtroppo la zona limitrofa a questa cittadina non è nuova a tragedie di questo tipo, la statistiche sono alte per quanto riguarda attacchi da parte di pitbull o loro incroci tuttavia un episodio del genere palesa l’incapacità delle autorità di reagire nel mondo giusto.

Episodi di questo tipo palesano la necessità di un piano di educazione sociale alla gestione e costruzione del rapporto col proprio cane, in particolar modo nel caso di razze per natura forse più aggressive e che cresciute in modo adeguato possono diventare delle bombe ad orologeria.

Mi impegno a sottolineare che non esistono razze cattive, nella maggior parte dei casi i pit bull si dimostrano fedeli e straordinari compagni anche dei più piccoli tuttavia ogni razza ha le sue peculiarità e va saputa educare.

fonte | humeweekly.com.aucorriere.it
photo by Dante Alighieri