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Bouledogue Francese

Parliamo questa settimana di questo simpatico cagnolino che, con le orecchie da pipistrello e l’indole di un clown, dei suoi antenati bulldog ha ormai veramente poco.

Nata intorno al XIX secolo, questa razza divenne molto di moda a Parigi, per poi estendersi a tutta l’Europa ed infine agli Stati Uniti.

Un molossoide in miniatura, di stazza tozza e robusta, il pelo corto ed un’altezza al garrese che si aggira intorno ai 33 cm, lo sguardo vispo e sempre pronto al gioco, rappresenta forse una delle razze più adatte alla vita di città.

Docile e affezionato al padrone, saprà ricambiare le votre attenzioni con una abnegazione che difficilmente potrete riscontrare nei suoi “cugini” inglesi.

Carattere

Ottimo cane da compagnia, indicato tanto alle famiglie numerose quanto al pensionato che non ha molte energie per poterlo portare fuori, il bouledogue francese ha l’assoluta convinzione che la vita debba essere divertente. Così, se proprio non vi bastasse la sua naturale docilità e voleste addestrarlo, seguite un consiglio, abbandonate gli schemi canonici e buttatela sul gioco, penderà dalle vostre labbra!!

Carattere (dei padroni)

Come tutti i cani dal muso corto, il bouledogue francese può avere delle difficoltà respiratorie: se siete di quei padroni dinamici, che amano stare all’aria aperta e correre nel parco vicino casa, beh, forse non fa proprio per voi, il bouledogue infatti si stanca presto, e deve assolutamente essere preservato dagli sbalzi di temperatura, per evitare i problemi all’apparato respiratorio, suo punto debole.

Ma se invece amate starvene al calduccio, fare lunghe e tranquille passeggiate, portare con voi ovunque andiate il vostro amico a quattro zampe, beh, allora con lui avrete sempre un amico affidabile, pronto a seguirvi e affabile con tutti, estranei compresi.

Per quanto riguarda la convivenza con gli altri animali di casa merita invece un discorso a parte. Il Bouledogue tende infatti ad essere possessivo verso il padrone ed estremamente territoriale, soprattutto il maschio: l’inserimento va quindi seguito con molta attenzione, o vi ritroverete al centro di una eterna disputa a 4 zampe.. anche se, a giudicare dall’immagine qui sotto, però, non è sempre così!!


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Pastore Tedesco

 

Docile ed obbediente, ma nello stesso tempo fiero e coraggioso, grande lavoratore ed amico (paziente) dei bambini, il pastore tedesco è una delle razze più amate e conosciute al mondo.

Primo cane ad essere stato adoperato come cane-guida per ciechi, con i suoi 200 milioni di cellule olfattive (noi poveri esseri umani ne abbiamo solo 5 milioni!!) e la sua gran voglia di fare, viene spesso impiegato come cane antidroga, anti mina, da inseguimento e da soccorso, oltre che come nostro fedele compagno di vita.

Cenni Storici

“Lo spirito onesto di un gentiluomo ed uno sconfinato gusto per la vita”.

E’ così che, nel 1899, il Capitano Max von Stephanitz, fondatore del Circolo Canino del Pastore Tedesco, definì Horand von Graphrath, in assoluto il primo esemplare di Pastore Tedesco registrato come tale.

Utilizzato inizialmente come razza da pastore, fu presto chiaro, soprattutto a von Stephanitz, che questa razza poteva essere preziosa per ben altri scopi, sicuramente più moderni e “socialmente utili”,  come ad esempio l’impiego presso gli organi della polizia. Fu però con la Prima Guerra Mondiale che la popolarità di questa razza si affermò definitivamente, un esempio su tutti: nel 1919 presso il Circolo Cinofilo Inglese vi erano solo 54 iscritti; sette anni dopo, nel 1926, il circolo contava 8058 esemplari regolarmente schedati.

Oltre 50000 cani furono impiegati durante la guerra, come soccorritori, messaggeri, cani da guardia e da inseguimento, la storia racconta che fu grazie a questo che molti militari tornarono nelle loro rispettive case con un nuovo, prezioso amico.

Caratteristiche fisiche

Considerato un cane di taglia grande, il pastore tedesco è atletico, agile e muscoloso. Con un altezza al garrese che oscilla tra i 60-65 cm per i maschi ed i 56-61 cm per le femmine, ha un peso che non dovrebbe mai superare i 40kg. Il mantello è folto, di colore rossastro, marrone, oppure tutto nero  color sabbia con dorso e maschera nera. Gli occhi sono a mandorla, i denti si chiudono a forbice e le orecchie sono dritte, triangolari e rivolte verso il davanti. Più lungo che alto, la postura attenta  e la testa nobile conferiscono a questo cane un aspetto aristocratico.

Punti deboli La razza è predisposta a disturbi gastrici, allergie, problemi alla pelle e displasia dell’anca e del gomito.

Carattere (del cane)

Che sia un gentiluomo l’abbiamo già detto, di quanto sia affidabile, simpatico, leale e volenteroso anche.

Il pastore tedesco, oltre ad essere un ottimo cane da guardia e da “fatica”, con la sua elevata reattività all’addestramento, è sicuramente una delle razze con cui è più facile instaurare un rapporto  animale-padrone, ed è per questo che è particolarmente indicato anche a discipline come l’agility e l’obedience.

Facilmente integrabile con gli altri animali di casa, va tenuto a freno da cucciolo, turbolento come tutti i bimbi, può essere irritante per i nostri amici pelosi un pò più anziani, ma impara anche molto in fretta: portatelo da cucciolo in spazi aperti, mettetelo a contatto con ambienti, persone e situazione sempre diverse e stimolanti, sarà utile per farlo crescere in maniera sana e stimolare il suo innato senso sociale.

Carattere (del padrone)

Il pastore tedesco ama fare jogging, correre libero, fare lunghe passeggiate, tanta attività fisica, imparare cose nuove e passare giornate intere a comunicare con il proprio, amatissimo, padrone.

E’ un cane intelligente e versatile, si, ma anche bisognoso di continui stimoli ed attenzioni, cosa che lo rende poco adatto a padroni “principianti”.

Prima di portare a casa un cucciolo di pastore tedesco pensate dunque a quanto tempo (di qualità) potete dedicare al vostro cane, se non ne avete molto ascoltate un consiglio, non costringetelo ad una vita di noia e solitudine,oltre ad essere ingiusto, è anche rischioso: un pastore tedesco lasciato a lungo da solo (ma non solo lui) può diventare distruttivo (tipo prendersela con tutte le scarpe di casa, se vi dice bene) , ed iniziare ad abbaiare molto.

Non tutti forse sanno che..

Il personaggio di Rin tin tin, celebre protagonista di un telefilm anni 50, in realtà prende il nome da un cane realmente esistito. Dice la storia che poco prima della fine della Prima Guerra Mondiale, un soldato americano, Lee Duncan, trovò un pastore tedesco in un canile abbandonato in Lorena, e lo adottò. Tornato in patria addestrò il cane a saltare ed ad esibirsi in diversi trucchi e proprio durante una di queste esibizioni fu notato da un produttore, che decise di scritturarlo: nel 1923 Rinty prende  parte al suo primo film “Where de North begin”, dando il via a IV generazioni di Rin Tin Tin attori, conclusasi con RinTinTin IV, protagonista del telefilm che tutti conosciamo.