Archivio mensile:marzo 2013

I nostri AMICI potranno da domani venire a trovarci in ospedale…

Sì a cani e gatti in ospedale per le persone ricoverate!

Approvata in Emilia-Romagna una legge che, per la prima volta in Italia, introduce espressamente questa possibilità. L’assessore alla Sanità Lusenti: “La presenza dell’animale agisce sul benessere fisico e psichico del malato”.

Esulta Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, relatore del testo: “Ora pet-therapy e zoo terapia”Cani e gatti in ospedale, per far compagnia ai pazienti ricoverati. Adesso in Emilia-Romagna si può fare, con una legge aprifila in Italia. “Viene migliorata ulteriormente una normativa che è già all’avanguardia a livello nazionale nella tutela del benessere degli animali” dice l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, commentando l’approvazione in Assemblea legislativa della nuova legge sul benessere animale.

E’ “importante e innovativo – ha osservato – l’articolo che introduce la possibilità per la persona ricoverata di farsi portare il proprio animale da compagnia all’interno delle strutture di cura pubbliche e private accreditate nelle ore di visita. La presenza dell’animale agisce direttamente sul benessere fisico e psichico della persona malata. E’ questa una opportunità di portare sollievo, soprattutto nei casi di lungodegenza o nelle fasi più avanzate della malattia. Non ci sono altre esperienze regolamentate in Italia – ha aggiunto – se non iniziative sporadiche introdotte in alcuni reparti o in alcune strutture. In questo senso, l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna è una assoluta novità”.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale approverà la disciplina per l’accesso degli animali alle strutture di cura.

“Con la nuova legge – spiega Andrea Defranceschi, consigliere del Movimento 5 Stelle e relatore del testo – si darà “nuovo impulso alla pet-therapy o zoo terapia” e si potranno aprire le strutture sanitarie pubbliche e private, attraverso un apposito disciplinare, agli animali da affezione”.

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Milano, strage di cani “corrieri” della droga

MILANO – Gli animali, tutti di grossa taglia, prima di partire, erano sottoposti a operazioni chirurgiche che permettevano di stipare nel loro intestino ovuli di cocaina purissima.

Nell’intestino degli animali era
nascosta la cocaina, proveniente dai “cartelli” colombiani e messicani
Nascondevano la cocaina, proveniente dai “cartelli” colombiani e messicani, nelle viscere di cani di grossa taglia, che all’arrivo in Italia venivano uccisi per recuperare la droga. Gli animali, prima di partire, erano sottoposti a operazioni chirurgiche che permettevano di stipare nel loro intestino ovuli di cocaina purissima. Il macabro particolare è emerso dalle indagini degli agenti del Commissariato Mecenate di Milano, che sin dalle prime ore della mattinata stanno eseguendo 75 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di 57 maggiorenni e 18 minorenni, nella quasi totalità cittadini dell’America Latina, tutti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di stupefacenti e detenzione di armi.

Uno dei membri della gang, localizzato in Spagna, a carico del quale è stato emesso mandato di arresto europeo, è ricercato sul territorio di Barcellona. Contestualmente sono state eseguite sul territorio di Milano e provincia nonché nelle province di Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Piacenza, Novara, Roma e Varese numerose perquisizioni domiciliari a carico di persone orbitanti nell’ambito delle organizzazioni criminali, dove è stato sequestrato materiale di interesse investigativo. Nello stesso contesto sono state denuciate in stato di libertà altre 112 persone, rispettivamente 98 maggiorenni e 14 minori. L’indagine, eseguita dal commissariato di Pubblica Sicurezza «Mecenate», vede coinvolti numerosi gruppi di giovani di origine sudamericana riconducibili al fenomeno delle cosidette «pandillas» di ispirazione latinoamericana, ed è la naturale prosecuzione di una prima attività conclusa con l’emissione di 30 ordinanze di custodia cautelare eseguite il 7 febbraio 2012, a carico di altrettanti soggetti ritenuti gravemente indiziati di tentati omicidi, rapine ed estorsioni. La successiva attività svolta dagli investigatori del commissariato Mecenate, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha permesso di accertare che alcune delle «pandillas» attive sul territorio milanese sono organizzate alla stregua di vere e proprie associazioni per delinquere, gerarchicamente orientate, finalizzate alla commissione di un numero indeterminato di reati.

È stata per la prima volta dimostrata l’esistenza del vincolo associativo all’interno delle cosidette «pandillas» evidenziando che, nell’ottica di queste organizzazioni criminali, i singoli reati commessi rientrano in un più ampio programma criminoso e sono funzionali sia alla conquista del territorio, che passa attraverso l’eliminazione fisica di appartenenti alle bande rivali, sia al reperimento delle risorse economiche necessarie per la vita e l’espansione dell’associazione stessa. Sotto questo secondo aspetto, l’attività investigativa ha permesso di accertare che il traffico di stupefacenti avviene attraverso contatti diretti tra le organizzazioni criminali oggetto di indagine e i «cartelli» colombiani messicani mediante l’ingegnoso e macabro sistema di trasporto della sostanza stupefacente attraverso i cani, inconsapevoli vettori. La droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone per essere impenetrabile ai raggi X dopodiché ancora nel cellophane e in uno scotch di vinile nero, ancor più resistente ai raggi X. L’involucro era così pronto per essere inserito nei cani di grossa taglia tipo San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador.

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Oggi ho voglia di piangere…

Come si reagisce al passare del tempo, quando il tuo amico peloso di una vita invecchia e tu non puoi farci niente?
Sinceramente non lo so, lo guardo e vorrei dirgli talmente tante cose che alla fine rimango in silenzio.
Il Nonno Theo sta invecchiando, ed io purtroppo non posso aiutarlo in altro modo se non amandolo ancora di piu’.
Sabato la sua zampa posteriore ha deciso di smettere di funzionare, e adesso fa fatica ad alzarsi, un gigante buono dai piedi di argilla.
Lo so che disperarsi non serve a nulla, e che tutte le cure possibili le sta ricevendo dall’intera famiglia e da un buon veterinario, eppure mi sento inutile e disperata.
Ci guardiamo negli occhi e a me passano nella testa 13 anni fantastici trascorsi insieme, una laurea, la sua prima pipi’ con la gamba tremante alzata, il mio matrimonio, il suo primo tuffo in mare, il mio lavoro lontano, il suo raggiungermi in capo al mondo, i nostri viaggi insieme, il mio doloroso divorzio, e il suo amore per la nuova venuta dal canile vicino, e il nuovo papa’…una vita la nostra, come quella di altri migliaia di quattrozampe amati che vivono le vicende familiari e rimangono al nostro fianco senza remore, tra pianti,sorrisi, e carezze senza fine…
e poi ti accorgi che stiamo invecchiando insieme…ma lui prima di te
e li’ capisci che ad un certo punto non ci sara’ piu’, e tutto ti crolla addoso, tutto passa, ma lui c’e’ sempre stato, e non puo’ permettersi di andarsene, non voglio, non lui.
Tieni duro Theo mio, la mamma ha ancora bisogno di te…
Ti amo tantissimo Amico mio

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Buon Compleanno Nonno Adorato…

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È cosi difficile per chi, come me, ha fatto delle parole scritte la sua ragione di vita… Oggi tesoro mio arrivi al tuo 13 anno di vita…e io queste parole non le trovo.
Auguri quindi, meraviglioso esemplare d’amore profondo…
Auguri Theodoro mio

L’aLe