In Australia difficile situazione con i pitbull

Metà agosto, Melbourne, Asutralia, una bambina di quattro anni viene aggredita e uccisa da un pitbull a casa della cugina.

 A poco meno di un mese dall’episodio la comunità locale di Hume, sotto shock, sta reagendo alla tragedia in un modo che lascia quantomeno perplessi. Gli stessi proprietari stanno chiedendo alle autorità locali la soppressione dei propri animali come prevenzione verso future aggressioni. A spingerli verso una simile posizione è probabilmente l’emendamento in fase di approvazione proposto dalla polizia locale e dall’amministrazione secondo cui la responsabilità – civile o penale – dei danni compiuti dai cani ricada sui loro padroni.

 Alcuni padroni hanno deciso di consegnare i proprio cani alla “Lost Dogs Home” l’organizzazione locale che si impegna nella tutela degli aniamli ma per il momento sono state almeno dieci le richieste di soppressione esplicite ricevute dalle autorità per esemplari di razze che rientrano nella “lista pericolosa” contenuta nell’emendamento sopracitato.

Purtroppo la zona limitrofa a questa cittadina non è nuova a tragedie di questo tipo, la statistiche sono alte per quanto riguarda attacchi da parte di pitbull o loro incroci tuttavia un episodio del genere palesa l’incapacità delle autorità di reagire nel mondo giusto.

Episodi di questo tipo palesano la necessità di un piano di educazione sociale alla gestione e costruzione del rapporto col proprio cane, in particolar modo nel caso di razze per natura forse più aggressive e che cresciute in modo adeguato possono diventare delle bombe ad orologeria.

Mi impegno a sottolineare che non esistono razze cattive, nella maggior parte dei casi i pit bull si dimostrano fedeli e straordinari compagni anche dei più piccoli tuttavia ogni razza ha le sue peculiarità e va saputa educare.

fonte | humeweekly.com.aucorriere.it
photo by Dante Alighieri 

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Pubblicato il 7 settembre 2011, in Educazione, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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