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I nostri AMICI potranno da domani venire a trovarci in ospedale…

Sì a cani e gatti in ospedale per le persone ricoverate!

Approvata in Emilia-Romagna una legge che, per la prima volta in Italia, introduce espressamente questa possibilità. L’assessore alla Sanità Lusenti: “La presenza dell’animale agisce sul benessere fisico e psichico del malato”.

Esulta Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, relatore del testo: “Ora pet-therapy e zoo terapia”Cani e gatti in ospedale, per far compagnia ai pazienti ricoverati. Adesso in Emilia-Romagna si può fare, con una legge aprifila in Italia. “Viene migliorata ulteriormente una normativa che è già all’avanguardia a livello nazionale nella tutela del benessere degli animali” dice l’assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, commentando l’approvazione in Assemblea legislativa della nuova legge sul benessere animale.

E’ “importante e innovativo – ha osservato – l’articolo che introduce la possibilità per la persona ricoverata di farsi portare il proprio animale da compagnia all’interno delle strutture di cura pubbliche e private accreditate nelle ore di visita. La presenza dell’animale agisce direttamente sul benessere fisico e psichico della persona malata. E’ questa una opportunità di portare sollievo, soprattutto nei casi di lungodegenza o nelle fasi più avanzate della malattia. Non ci sono altre esperienze regolamentate in Italia – ha aggiunto – se non iniziative sporadiche introdotte in alcuni reparti o in alcune strutture. In questo senso, l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna è una assoluta novità”.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale approverà la disciplina per l’accesso degli animali alle strutture di cura.

“Con la nuova legge – spiega Andrea Defranceschi, consigliere del Movimento 5 Stelle e relatore del testo – si darà “nuovo impulso alla pet-therapy o zoo terapia” e si potranno aprire le strutture sanitarie pubbliche e private, attraverso un apposito disciplinare, agli animali da affezione”.

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Milano, strage di cani “corrieri” della droga

MILANO – Gli animali, tutti di grossa taglia, prima di partire, erano sottoposti a operazioni chirurgiche che permettevano di stipare nel loro intestino ovuli di cocaina purissima.

Nell’intestino degli animali era
nascosta la cocaina, proveniente dai “cartelli” colombiani e messicani
Nascondevano la cocaina, proveniente dai “cartelli” colombiani e messicani, nelle viscere di cani di grossa taglia, che all’arrivo in Italia venivano uccisi per recuperare la droga. Gli animali, prima di partire, erano sottoposti a operazioni chirurgiche che permettevano di stipare nel loro intestino ovuli di cocaina purissima. Il macabro particolare è emerso dalle indagini degli agenti del Commissariato Mecenate di Milano, che sin dalle prime ore della mattinata stanno eseguendo 75 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di 57 maggiorenni e 18 minorenni, nella quasi totalità cittadini dell’America Latina, tutti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la persona, il patrimonio, traffico di stupefacenti e detenzione di armi.

Uno dei membri della gang, localizzato in Spagna, a carico del quale è stato emesso mandato di arresto europeo, è ricercato sul territorio di Barcellona. Contestualmente sono state eseguite sul territorio di Milano e provincia nonché nelle province di Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Piacenza, Novara, Roma e Varese numerose perquisizioni domiciliari a carico di persone orbitanti nell’ambito delle organizzazioni criminali, dove è stato sequestrato materiale di interesse investigativo. Nello stesso contesto sono state denuciate in stato di libertà altre 112 persone, rispettivamente 98 maggiorenni e 14 minori. L’indagine, eseguita dal commissariato di Pubblica Sicurezza «Mecenate», vede coinvolti numerosi gruppi di giovani di origine sudamericana riconducibili al fenomeno delle cosidette «pandillas» di ispirazione latinoamericana, ed è la naturale prosecuzione di una prima attività conclusa con l’emissione di 30 ordinanze di custodia cautelare eseguite il 7 febbraio 2012, a carico di altrettanti soggetti ritenuti gravemente indiziati di tentati omicidi, rapine ed estorsioni. La successiva attività svolta dagli investigatori del commissariato Mecenate, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha permesso di accertare che alcune delle «pandillas» attive sul territorio milanese sono organizzate alla stregua di vere e proprie associazioni per delinquere, gerarchicamente orientate, finalizzate alla commissione di un numero indeterminato di reati.

È stata per la prima volta dimostrata l’esistenza del vincolo associativo all’interno delle cosidette «pandillas» evidenziando che, nell’ottica di queste organizzazioni criminali, i singoli reati commessi rientrano in un più ampio programma criminoso e sono funzionali sia alla conquista del territorio, che passa attraverso l’eliminazione fisica di appartenenti alle bande rivali, sia al reperimento delle risorse economiche necessarie per la vita e l’espansione dell’associazione stessa. Sotto questo secondo aspetto, l’attività investigativa ha permesso di accertare che il traffico di stupefacenti avviene attraverso contatti diretti tra le organizzazioni criminali oggetto di indagine e i «cartelli» colombiani messicani mediante l’ingegnoso e macabro sistema di trasporto della sostanza stupefacente attraverso i cani, inconsapevoli vettori. La droga prima di essere collocata nel ventre dei cani veniva avvolta in un cellophane, poi nella carta carbone per essere impenetrabile ai raggi X dopodiché ancora nel cellophane e in uno scotch di vinile nero, ancor più resistente ai raggi X. L’involucro era così pronto per essere inserito nei cani di grossa taglia tipo San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano e Labrador.

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Oggi ho voglia di piangere…

Come si reagisce al passare del tempo, quando il tuo amico peloso di una vita invecchia e tu non puoi farci niente?
Sinceramente non lo so, lo guardo e vorrei dirgli talmente tante cose che alla fine rimango in silenzio.
Il Nonno Theo sta invecchiando, ed io purtroppo non posso aiutarlo in altro modo se non amandolo ancora di piu’.
Sabato la sua zampa posteriore ha deciso di smettere di funzionare, e adesso fa fatica ad alzarsi, un gigante buono dai piedi di argilla.
Lo so che disperarsi non serve a nulla, e che tutte le cure possibili le sta ricevendo dall’intera famiglia e da un buon veterinario, eppure mi sento inutile e disperata.
Ci guardiamo negli occhi e a me passano nella testa 13 anni fantastici trascorsi insieme, una laurea, la sua prima pipi’ con la gamba tremante alzata, il mio matrimonio, il suo primo tuffo in mare, il mio lavoro lontano, il suo raggiungermi in capo al mondo, i nostri viaggi insieme, il mio doloroso divorzio, e il suo amore per la nuova venuta dal canile vicino, e il nuovo papa’…una vita la nostra, come quella di altri migliaia di quattrozampe amati che vivono le vicende familiari e rimangono al nostro fianco senza remore, tra pianti,sorrisi, e carezze senza fine…
e poi ti accorgi che stiamo invecchiando insieme…ma lui prima di te
e li’ capisci che ad un certo punto non ci sara’ piu’, e tutto ti crolla addoso, tutto passa, ma lui c’e’ sempre stato, e non puo’ permettersi di andarsene, non voglio, non lui.
Tieni duro Theo mio, la mamma ha ancora bisogno di te…
Ti amo tantissimo Amico mio

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Buon Compleanno Nonno Adorato…

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È cosi difficile per chi, come me, ha fatto delle parole scritte la sua ragione di vita… Oggi tesoro mio arrivi al tuo 13 anno di vita…e io queste parole non le trovo.
Auguri quindi, meraviglioso esemplare d’amore profondo…
Auguri Theodoro mio

L’aLe

La sua Maria e’ morta, e Tommy non si perde una messa da allora…

BRINDISI – Tommy non si perde una messa da quando Maria se ne è andata. L’ultima volta l’ha accompagnata in chiesa e lì l’aspetta tutti i giorni, alle 17 in punto torna da lei che non torna più. Quando sente le campane lascia i vecchietti della piazza e va ad accucciarsi all’altare, se ne sta buono buono accanto al prete mentre lui distribuisce le ostie, celebra matrimoni, battesimi e funerali. A volte s’addormenta dietro quelle parole lente. È Tommy, il cane che ascolta le preghiere. Solo ieri ha saltato la messa, pioveva troppo ed è rimasto nel recinto di casa, nella campagna di San Donaci, un paesino in provincia di Brindisi, ci vivono in settemila e sono la famiglia di Tommy.

Da quando Maria se ne è andata la casa non è più quella, non è lì che il pastore tedesco meticcio di 12 anni sente la presenza della padrona ma nella chiesa di Santa Maria Assunta. Il giorno dei funerali, due mesi fa, ha seguito il piccolo corteo, è rimasto accanto alla bara davanti ai banchi vuoti mentre don Donato Panna ricordava quella donna di cui non sapeva che dire. Maria te lu campu, in paese la chiamavano così, Maria dei campi che viveva da sola con quattro cani, tutti randagi, e a loro dedicava tutti i suoi pensieri. Aveva 57 anni e la gente ha conosciuto il suo cognome leggendo i manifesti funebri che la sorella ha fatto affiggere sui muri. Di origini abruzzesi, era arrivata ai confini della provincia di Lecce da bambina con la madre, e lì era rimasta.

I RANDAGI
Maria viveva per i cani, li raccoglieva per strada, li nutriva e li curava. La farmacista di San Donici le dava una mano e anche adesso continua ad assistere gli animali rimasti orfani. Porta cibo e acqua al recinto, si preoccupa che stiano in salute. Maria voleva bene a tutti e quattro ma era Tommy il suo compagno, quello che la seguiva tutti i giorni in giro per il paese e mentre lei faceva la spesa lui l’aspettava paziente davanti al negozio. Qualche volta l’aveva aspettata anche davanti alla chiesa, mai prima del funerale della padrona gli era stato permesso di entrare. Ma quel giorno il prete non se l’era sentito di lasciarlo fuori e l’aveva fatto stare accanto a lui durante la messa, da allora per Tommy le preghiere sono l’unico contatto con Maria, nell’ostinata attesa la fa in qualche modo rivivere.

LE CAMPANE
Il suono delle campane lo riporta lì. Il resto del tempo il cane lo passa in strada, è molto socievole. Si mette al centro dei capannelli dei vecchietti, in piazza, e sta lì ore, come se li ascoltasse. Gioca con la ragazzine che vanno a passeggio, va a prendersi le coccole del tabaccaio e poi fa una sosta in friggitoria per altre carezze. Segue tutti i cortei funebri e aspetta l’arrivo della bara all’altare. Ricordano i fedeli che un giorno c’era il funerale di una bambina di 12 anni, Tommy si è avvicinato al feretro e ha poggiato la zampa sul legno. Il sindaco di San Donici, Domenico Serio, voleva adottarlo ma un paese intero l’aveva già fatto, «non ho avuto cuore – dice – di strapparlo alla comunità».

Tommy come «Hachiko», il protagonista del film con Richard Gere che per circa dieci anni aspettò il padrone alla fermata del treno. O come il cane «senza nome», un piccolo bastardino color miele che per mesi ha visitato la tomba del sessantenne che viveva con lui a Tonara, in provincia di Nuoro, e questo non è un film ma una storia vera raccontata lo scorso aprile dal custode del cimitero. E come Bobby, il meticcio di quattro anni che per tre giorni ha vegliato il padrone ottantenne morto in caso a Genova. Juna non ce l’ha fatta ad aspettare, è morto a Terni lo stesso giorno del padrone.

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STRISCIA LA NOTIZIA…e lo scivolone sull’aereo!!!

Incredibile scivolone di Striscia la Notizia questa sera,

scrivo questo post in preda al nervoso…

immagino che molti di voi avranno visto la puntata appena andata in onda…

dove la cagnolina di turno, esposta in bella vista sulla scrivania ballerina dei due conduttori,
ha avuto un bel da fare nel volersi togliere dalla schiena un aereo di plastica, attaccatole sulla pettorina dai costumisti sadici, per far da spalla ad una battuta di Enzino Iachetti….

e il bello e’ che nessuno dei due ha pensato, una volta andata in onda la risata finta, di toglierglielo…

the show must go on…anche per i quadrupedi si vede…

mah…

Passate le Feste…arriva la dieta a sei zampe

Passate sono le feste…e tutti ci mettiamo un po’ a regime…compresi i nostri quattrozampe…
purtroppo infatti anche loro sono soggetti ad ingrassare e un aumento di peso eccessivo potrebbe diventare un grave problema da non sottovalutare, nocivo per la salute del nostro amico.

La perdita di peso pero’ è un processo graduale e richiede una costante osservazione: un regime non sottoposto a controllo da parte del veterinario, disordinato e troppo frettoloso, potrebbe essere deleterio per l’animale.

se notiamo quindi un aumento di peso nel nostro cane, è bene, prima di tutto, portarlo a fare una visita dal veterinario che sarà in grado di consigliarvi al meglio in merito alla dieta del cane e di fornirvi tutte le corrette indicazioni sul peso-forma dell’animale. Inoltre potrà verificare se i chili in eccesso siano eventualmente dovuti a qualche malattia. Ricordate di effettuare più visite dal veterinario anche durante lo svolgimento della dieta, in modo da controllare perpetuamente i progressi del vostro cane.

Inoltre fatevi consigliare dal veterinario in merito alla quantità ideale di mangiare da somministrare al vostro animale ed, eventualmente, fatevi indicare anche una marca di cibo della qualità meglio appropriata. Evitate di lanciare cibarie varie al cane durante gli orari dei pasti o nel corso della giornata; l imitate i premi in cibo o piuttosto ricompensatelo con cibi meno ricchi di grassi e calorie. La cosa più importante è comunque tenere correttamente a mente di non dimezzare i pasti oppure obbligare l’animale al digiuno, in modo da evitare che la bestiola possa risentire della troppa fame.

Una volta tornati al peso forma…voi e loro…sappiate che e’ gia’ tempo di Pasqua…e a quel punto la dieta va a farsi benedire, addentando una fragrante Colomba…

come dire…c’est la vie…

Sei un barbagianni…e lui si offende!

Cari Babbuini e Barbagianni, voglio insieme alla Zia Pina e al saggio Nonno Theo, salutarvi per questo 2012 con una incredibile notizia…

Cassazione: paragonare gli uomini agli animali è offensivo

Chissà se “l’aquila di Ligonchio” o la “pantera di Goro” si saranno mai sentite offese, almeno una volta nella vita, per gli epiteti con cui sono state spesso chiamate queste note artiste italiane. Fatto sta che d’ora in poi, appioppare epiteti evocativi di animali alle persone diventa pericoloso anche davanti alla legge. 

A sancirlo è la Cassazione che sottolinea come gli epiteti che rievocano gli animali «hanno una obiettiva valenza denigratoria in quanto, assimilando un essere umano ad un animale, ne negano qualsiasi dignità in un processo di reificazione e di assimilazione ad una “res” comunemante ritenuta disgustosa o comunque di disumanizzazione”. 

In questo modo la V sezione penale (sentenza 44966) ha convalidato una condanna per ingiuria nei confronti di un 50enne di Castrovillari, Giuseppe V., colpevole, per tutelare i propri diritti di territorio, di essersi rivolto a Leonardo B. dandogli del “babbuino”, “barbagianni”». 

L’uomo era stato immediatamente querelato ma il giudice di pace di Castrovillari aveva assolto da ogni accusa Giuseppe V. «per la particolare tenuita’ del fatto». La condanna per ingiuria era arrivata in secondo grado dal Tribunale di Castrovillari nell’aprile 2011. 

Inutilmente Giuseppe V. ha fatto ricorso in Cassazione per chiedere clemenza, sostenendo che gli epiteti utilizzati non erano idonei a ledere l’onore del querelante, visto che il suo sfogo era volto a tutelare le sue proprietà da una sospetta abusività di una costruzione che sarebbe sorta nei pressi della sua abitazione. 

Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha ribadito che gli epiteti evocativi di animali hanno «una obiettiva valenza denigratoria». Giuseppe V. dovrà anche risarcire il danno patito dalla persona querelata per l’accostamento poco lusinghiero con un animale. 
(Fonte: Adnkronos) 

Bene, mi sembra chiaro a questo punto che non potrò più ritenere Pina e Theo come i miei due figli pelosi…

eppure per me tali sono…
Qualcuno potrebbe spiegarlo alla Corte di Cassazione Italiana???!

Bah…

Auguri Amici degli Animali, Auguri Animali Amici nostri…
Che sia un 2013 ricco di tolleranza e amore…almeno quanto voi ne regalate a noi.

L’aLe, La Zia Pina e Il Nonno Theo

L’aLe

Soccorso stradale anche per gli animali…finalmente!!!

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

ROMA
Una battaglia animalista, o forse solo di civiltà, è stata vinta e così dal 27 dicembre, dunque in pieno periodo di vacanze, ci sarà l’obbligo di soccorrere anche gli animali in caso di incidente.

Entra in vigore il decreto attuativo del ministero dei Trasporti rafforzando così il cambiamento del Codice della Strada che dall’estate 2010 obbliga a fermarsi in caso di incidente con un animale.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 289.

Soddisfatto Gianluca Felicetti, presidente della LAV e Carla Rocchi, presidente dell’ENPA: «La norma ha preso atto del cambiamento del sentire comune sul dovere di prestare soccorso anche agli animali», dichiarano, «e le sanzioni irrogate fino ad oggi per le violazioni sono state un esempio positivo per automobilisti e polizie locali; nel decreto siamo riusciti a far inserire il pieno riconoscimento del privato cittadino che porta per dovere civico un animale incidentato in un ambulatorio veterinario, la necessità di intervento anche ai fini della tutela dell’incolumità pubblica e il pieno riconoscimento dell’attività delle Guardie zoofile. Ora le Regioni e i Comuni devono rafforzare i propri compiti di intervento già previsti da altre normative».

Il decreto ministeriale fissa anche le caratteristiche delle autoambulanze veterinarie (utilizzeranno sirena e lampeggiante, le attrezzature specifiche saranno individuate dal Ministero della Salute) la certificazione anche successiva dello stato di necessità di intervento sull’animale da parte di un veterinario e gli stati patologici che fanno scattare questo riconoscimento cioè trauma grave, ferite aperte, emorragie, alterazioni e convulsioni.

Intera famiglia muore per salvare il proprio cane che stava affogando

Tragedia dell’amore in California.
Una famiglia cancellata per l’amore del proprio cane. Due adulti sono morti, mentre il corpo di loro figlio 16 enne risulta ancora disperso. È la storia, accaduta in una laguna costiera non distante da Eureka (California, Usa), è stata raccontata dal Time Standard.

La drammatica vicenda ha inizio quando il quattrozampe della coppia si tuffa in mare per recuperare un ramo. A causa delle onde alte tre metri, l’animale viene subito spinto al largo. Vedendolo in difficoltà, il suo padroncino 16 enne si getta in mare per tentare di riportarlo a riva.

Si innesca così una tragica catena di amore e fatalità. Il padre del ragazzo a sua volta si tuffa in mare per aiutare il figlio. Quest’ultimo però riesce a ritornare a riva. Accortosi che il padre è in balia delle onde decide di ritornare in acqua insieme alla madre.

Rimasta sulla spiaggia, racconta il Time Standard, la figlia della coppia ha telefonato alla polizia, ma l’intervento dei soccorsi arriva in ritardo a causa delle difficili vie d’accesso all’area. Alla fine il cane riesce a tornare a riva, sano e salvo, ma il bilancio dell’accaduto è drammatico:i soccorritori sono riusciti a recuperare prima il corpo senza vita della madre, e poi quello del padre. Nonostante le ricerche, condotte anche con l’utilizzo di elicottero, da parte della Guardia Costiera, risulta invece disperso il figlio 16 enne della coppia.