Archivio mensile:febbraio 2012

COME ADOTTARE I CUCCIOLI SEQUESTRATI NEI GIORNI SCORSI

La procedura giunge proprio attraverso la Guardia di Finanza,. che la scorsa settimana, ha bloccato uno scandaloso commercio dall’Ungheria, di oltre quattrocento cuccioli molti ancora da svezzare, destinati alla vendita presso negozi nel sud d’Italia.

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A fronte delle migliaia di richieste di adozione giunte da tutt’Italia, la Guardia di Finanza comunica cosa fare per ottenere l’affidamento di un cucciolo.

«I cittadini interessati – spiega la GdF – possono presentarsi, con un valido documento di riconoscimento, nelle strutture indicate per prendere in affidamento il cucciolo.

Al momento della consegna del cane, andrà sottoscritto un formale atto nel quale i cittadini dichiarano di essere consapevoli che l’affidamento può avere carattere di temporaneità, che è prestato a titolo gratuito e che è vincolato all’esito delle indagini in corso, impegnandosi alla eventuale immediata restituzione del cane in caso di richiesta da parte dell’autorità giudiziaria. Il magistrato ha disposto l’affido di un solo esemplare di cucciolo e che l’assegnatario deve impegnarsi ad accudirlo secondo le vigenti norme di legge, accollandosi anche l’onere di eventuali vaccinazioni. L’animale, poi, non potrà in alcun modo essere venduto o ceduto ad altri senza un preventivo consenso dell’autorità giudiziaria, naturalmente fino alla conclusione del procedimento giudiziario».
Ecco le strutture che ospitano i cuccioli: Ass 1 triestina, presso il canile sanitario di via Orsera, 8 a Trieste; Astad di villa Opicina, 1.098, Trieste; Clinica veterinaria “Tergeste”, via D’Alviano 86/2, Trieste; Clinica veterinaria “Campo Marzio”, campo marzio 6, Trieste; Lav Trieste (cel. 320 6378852 oppure lav.trieste@lav.it); Lav Udine (340-8322628 oppure lav.udine@lav.it); Canile “Il girasole”, località Fontanis, Porpetto; Centro di recupero “fauna selvatica”, località Terranova, San Canzian d’Isonzo; Associazione gruppo ambiente, via Bugatto, 1, zona artigianale, Ronchi dei Legionari; Canile “La cuccia”, via Sacchetti 2, Staranzano; Canile Bozer – rifugio di Villotta, via Villutta 24, Villotta di Chions.

«In alcuni casi – conclue la Guardia di Finanza – i cuccioli potrebbero essere obbligati a restare nelle strutture a causa delle condizioni di salute. Non sono previste altre procedure di richiesta di affidamento dei cuccioli come email, telefonate, lettere o altro».

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

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CANI DOTTORI…PER LA GIOIA DEI BIMBI

Il primo e’ stato Orso poi sono arrivati Nuvola e Abra.

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Non sono medici ma due barboncini ed un meticcio, ‘impiegati’ in alcuni ospedali napoletani per far valere il diritto al gioco dei bambini ricoverati, sancito dalla Carta dei diritti dei Bambini.

Per due ore, il martedi’ di ogni settimana i piccoli degenti del reparto di pediatria generale del II Policlinico dell’Universita’ Federico II di Napoli, dal 2007, hanno incontrato gli operatori di un’associazione di volontariato, Aitaca, nella quale lavorano psicologhe, addestratori e una biologa, Amelia Stichi, la fondatrice, specializzata nella fecondazione assistita che ad un certo punto della carriera ha deciso di portare sollievo con l’AAA (Attivita’ Assistita da Animali).

Il gruppo di Aitaca ha ‘misurato’ i ”benefici percepiti” dagli oltre mille bambini (tra i 3 e i 14 anni) in uno studio dal quale e’ emerso che tutti hanno avuto un ”miglioramento delle capacita’ relazionali e di interazione.

In particolare per i bambini con disturbi del comportamento si e’ registrato un incremento delle competenze linguistiche e relazionali e nei soggetti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività’ si e’ osservata una riduzione dell’iperattivita’ e un aumento dell’attenzione”.
(Il Mattino)

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

Bocconcini di carne all’arsenico e salsicce ai nitrofurani. Ecco che cosa arriva nei porti

Riportero così come pubblicato sul sito Dpa/Lapresse, questa atrocità…

Cosce di rane vietnamite ionizzate male;  carne per i gatti e cani all’arsenico; budella cinesi e pachistane ai nitrofurani destinate all’industria degli insaccati: salsiccie, salami e altre prelibatezze. Queste sono solamente alcune delle tipologie di prodotti tossici che sono sbarcati sulle banchine dei porti italiani.

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Nel 2011 in Italia sono arrivate alla frontiera 13.680 migliaia di tonnellate di alimenti per un valore commerciale di oltre 10.825 milioni di euro.
Secondo i dati della Agenzia delle Dogane, le maggiori merci importate sono i cereali (3.884 mgl ton), frutta (1.099) ma anche 58 migliaia di tonnellate di carni e frattaglie  in particolare dal Brasile e dall’Argentina, e 345 migliaia di tonnellate di pesci crostacei e molluschi dai Paesi asiatici il cui valore statistico si aggira attorno ai 1.396 milioni di euro.

Panorama.it è andata a scuriosare sulle banchine dei porti italiani di Genova, Napoli e Gioia Tauro, per controllare quante e quali irregolarità ci sono state gli ultimi tre anni sugli alimenti destinati a finire nei piatti degli italiani e anche degli amici a quattro zampe: cani e gatti.

Nei quasi 2 milioni di cibi sbarcati nel 2011 nel porto di Genova, per l’esattezza 1 milione e 840 mila,  assieme alle merci destinate all’industria siderurgica, petrolifera e manifatturiera,  ne sono arrivati  anche migliaia destinati all’industria alimentare.

Il Pif, Posto d’ispezione frontaliera del Ministero della Salute ha registrato nei dodici mesi dello scorso anno, lo sbarco di 13.757 partite di merci per all’alimentazione umana e animale.

Nonostante ci sia stato un calo di queste merci sul porto di Genova rispetto al 2009, dovuto in parte anche alla divisione di competenze con lo scalo di Vado Ligure, sono aumentati in modo esponenziale  i respingimenti : dalle circa 100 tonnellate (4 partite) di merce non conforme, alle 725 tonnellate (29 partite).

La maggior parte delle irregolarità riscontrate dal Pif ligure  nel 2011 riguardano i controlli documentali e di identità che accompagnano le merci. In sostanza arrivano sulle banchine italiane alimenti i cui dati non corrispondono né al Paese di provenienza e né alla merce realmente trasportata.

Non di rado, infatti, vengono scoperti  container che dovrebbero ad esempio trasportare  molluschi e che  nella realtà invece contengono ben altre tipologie di prodotti ittici o addirittura preparati a base di pesce vietati dalla Comunità europea.

Anche le etichettature non conformi sono aumentate del 400% negli ultimi 3 anni nel porto genovese.
Ma a subire un incremento spaventoso  dal 2009 ad oggi, sono i dati relativi ai prodotti “bloccati” per radiazioni ionizzanti: circa 125 tonnellate, solamente a Genova.

Tra  queste, 10 tonnellate di cosce di rana provenienti dal Vietnam e consumate prevalentemente in Piemonte, Lombardia e Veneto e centinaia di  prodotti ittici provenienti dal dai Paesi asiatici: seppie, cefalopodi, gamberetti congelati del Vietnam e i calamari made in China.

“ La regolamentazione che disciplina il trattamento con radiazioni ionizzanti per i prodotti previsti è molto severa- spiega Panorama.it, Giovanni Mattalia, Responsabile del Posto d’Ispezione Frontaliera del porto di Genova – e deve essere effettuata, con l’utilizzo di raggi gamma, presso stabilimenti autorizzati e scortati da etichettatura riportante dicitura appropriata “Trattato con radiazioni ionizzanti””.

“ La merce che viene respinta dai Pif è stata trattata in stabilimenti non autorizzati e con procedure diverse da quelle previste dalla legge. Questi prodotti alterano le loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali ”

Poi ci sono i cibi contaminati con metalli pesanti: circa 75 le tonnellate (3 partite) rispedite al mittente dallo scalo ligure.
“ Dalle analisi di laboratorio ad essere interessati dalla presenza di metalli pesanti come cadmio, mercurio e piombo- continua Mattalia – risultano i prodotti ittici provenienti dall’ Asia e conserve di pesce”. Insomma, sgombro in scatola, acciughe e calamari, quest’ultimi provenienti  anche dal Mediterraneo.

Nei 356 controlli di laboratorio effettuati sulle 13.757 partite, gli esperti del Pif hanno riscontrato anche merci con salmonella, presenza di monossido di carbonio, arsenico e nitrofurani.

Nel 2011 sono arrivate a Genova 6.168 partite di prodotti ittici (154.200 ton) e 1.714 di carne ( 42.850 ton) tra quella bovina, equina, suina e pollame.

Ma se le budella utilizzate per salsicce, salami e insaccati vari proveninti dalla Cina e dal Pakistan sono risultati “positive” alle analisi per una massiccia presenza di nitrofurani (potenti antibiotici), i mangimi a base di carni per cani e gatti sono risultati contaminati da una dose potente di arsenico.

Le oltre 70 tonnellate di bocconcini di carne “all’arsenico” se non fossero state  intercettate sulle banchine del porto di Genova dal personale del Pif,  sarebbero state commercializzate in tutta Italia e nel Nord Europa da un’importante ditta piemontese.

Ma dal porto ligure arrivano anche dati rassicuranti su alcuni prodotti che non hanno mai riportato “anomalie” ai controlli : miele e propoli. In tre anni ne abbiamo importato  dall’Argentina (solo su Genova) 606 partite ovvero circa 15.150 tonnellate e tra tutte queste non sono mai state scoperte partite non conformi.

Amici non ho parole…fate attenzione…ancor più di quella che già mettete sempre nel comperare il cibo per i vostri amati…controllate bene la provenienza e la composizione…e che il Dio di tutti gli Esseri li guardi sempre per noi…che li amiamo tanto.

L’Ale

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

SAN VALENTINO È APPENA TRASCORSO… ma i nostri pelosi al nostro Cuore ci pensano tutto l’anno.

L’animale (e non solo il cane) è il migliore amico dell’uomo, quanta verità c’è in questa frase, chi ha un animale può dirlo senza esitazione.
Non solo, sembra che avere un animale da compagnia faccia molto bene anche al cuore.

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A dimostrarlo è stato uno studio giapponese diretto da Naoko Aiba e pubblicato sull’ “American Journal of Cardiology“, secondo cui chi è affetto da malattie croniche e possiede un animale, sia esso cane, gatto, pesce o uccello, ha un cuore più in salute di chi non lo ha, ed è in grado di rispondere meglio ai cambiamenti richiesti dal corpo, come ad esempio aumentare il ritmo cardiaco nelle situazioni di stress.

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Lo studio è stato condotto su un gruppo di191 pazienti, tra i 60 e 80 anni, con diabete, ipertensione o colesterolo alto, ai quali è stato monitorato il cuore per 24 ore.

Di questi, circa 4 su 10 aveva un animale e un battito cardiaco con una durata diversa, di 50 millisecondi in più o in meno.

Tra chi invece non aveva un animale, la diversa lunghezza del ritmo cardiaco era presente solo nel 2,5% dei casi, il che significa che il loro ritmo cardiaco cambia meno e sa adattarsi meno alle situazioni.

I ricercatori, dunque, hanno spiegato che chi possiede un animale ha un tasso di sopravvivenza maggiore di un anno rispetto agli altri, probabilmente perchè gli animali rappresentano una forma di supporto sociale che riduce lo stress, soddisfando alcuni, ma non tutti, i bisogni di compagnia.

D’Altronde si sa…chi ama brucia…e il cuore ama sempre…i nostri cuccioli!

L’ALE

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

Cani fuori al freddo…padroni Dentro al caldo…speriamo!!!

Ravenna, cani lasciati al freddo: multati i padroni

RAVENNA – Dodici cani lasciati al freddo all’interno di undici box a Marina di Ravenna, sul litorale ravennate. Il Corpo Forestale ha sanzionato i padroni perchè ha riscontrato alcune irregolarità. In particolare, si legge in una nota, gli agenti hanno rilevato ciotole d’acqua completamente ghiacciate e cucce isolate solo parzialmente, con rischio di ipotermia per gli animali. Non è comunque stato riscontrato il reato di maltrattamento degli animali, come verificato insieme all’Ausl di Ravenna. Alcuni cani, utilizzati per scopi venatori o per la ricerca di tartufi, erano sprovvisti di microchip. Anche per questo i padroni saranno multati.
(Il Messaggero.it)

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

Ultimo giorno de Il Mese del Cucciolo…ci siete andati dal veterinario??!

Si conclude oggi 15 febbraio 2012 l’importante campagna di sensibilizzazione Il Mio Cane Sicuro, voluta dalla Purina Pro Plan per una dieta appropriata nei primi mesi di vita di un cucciolo.

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All’intelligente iniziativa hanno aderito anche le Associazioni Medici Veterinari, che svolgono ogni giorno un ruolo fondamentale nell’agevolare l’entrata in famiglia di un nuovo componente pelo setto.

Insieme agli ottimi dati della Campagna, è stato realizzato un sguardo sul mondo veterinario da parte della IPSOS. E i dati fuoriusciti sono davvero curiosi.

Dunque, se al nord i medici veterinari sono dislocati con una maggiore presenza nelle aree rurali, al sud invece gli ambulatori medici sono per lo più dentro ai centri urbani. Per quanto riguarda il centro invece ci sono più cliniche che singole strutture.

I cani e i gatti, sono in assoluto gli animali più trattati, con percentuali del 96-98%, il restante sono roditori, uccellini e altri piccoli animali. Al sud è più alta la percentuale di coloro che si occupano di cani, oltre il 40%.

Altra curiosità, se al Nord ci si reca dal veterinario almeno un a volta all’anno, al Centro le visite salgono a 2 o 3, mentre al sud arrivano addirittura a 5 o 6.

Anche l livello di affezione e di fiducia è maggiore al Sud, si torna più spesso nella stessa struttura, mentre nelle altre parti di Italia, si è più facili al cambiamento dell’ambulatorio

MOTIVI DELLE VISITE?

Oltre alle classiche vaccinazioni, Beh per i cani adulti, allergie, intolleranze, e obesità, mentre per i cuccioli problemi gastrointestinali. Nel mondo felino invece sterilizzazioni, problemi urinari, problema al sistema immunitario.

Queste alcune curiosità, ma per tutto il resto che vi interessa sapere riguardo al vostro piccolo grande amore peloso, il numero verde Purina per Voi, 800.525.505, rimarrà sempre a vostra disposizione, anche3 in casi di primissima urgenza.

BACI L’ALE

È un paese per soli cani…

  Paese vietato ai bambini”Proibito vendere la casa a chi ha figli” e “occorre avere più di 45 anni”: sono le condizioni imposte per vivere a Firhall, il borgo vietato ai piccoli…Paese vietato ai bambini

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Un villaggio da sogno senza urla né schiamazzi, solo pace e tranquillità. Firhall si trova nella Scozia
 ed è un paese davvero particolare: ti, non ci sono bambini.

Scelta che ha suscitato non poche polemiche, quando è stata inserita nel regolamento del piccolo paese. Ma non ci sono neanche animali: anatre, conigli, piccioni, api e tante altre specie animali
 sono severamente vietati.

Unico accettato è proprio il cane, ed il singolare in questo è d’obbligo.

“Proibito vendere la casa a chi ha figli” è una delle regole indicate nel contratto per acquistare una delle belle abitazioni immerse nell’ambiente bucolico.

Ed occorre avere più di 45 anni, soglia che, si immagina, dovrebbe garantire un’assenza di fertilità negli anni a seguire.

Poi ci sono le eccezioni temporali: nipoti, figli e parenti possono raggiungere la comunità solo per un tempo determinato, non superiore alle tre settimane.

Purchè poi sloggino, per dirla in maniera brutale. La stampa britannica ha già sollevato un vespaio contro gli “orchi” di Firhall. Gli abitanti minimizzano e parlano di montatura mediatica. L’agente immobiliare, Lesley Ann Fraser, in un’intervista rilasciata alla Bbc, ha ritenuto opportuno sottolineare come “gli abitanti del paese non odiano i bambini, ma cercano soltanto un po’ di pace.

La maggior parte dei cittadini di Firhall hanno nipoti e figli, ma hanno di gran lunga preferito isolarsi nella quiete”.

La conferma arriva da David Eccles, Presidente di “Firhall Trust”, che non condanna la scelta degli “over 45”, bensì comprende “il loro stile di vita, specialmente se si è anziani e si vogliono godere in pace le giornate”. “Eravamo stufi di una comunità in cui la gioventù è al centro dell’universo. E poi i ragazzini e il rumore vanno di pari passo. Possiamo stare seduti a bere un bicchiere di vino
 senza sentire le urla di chi passa la giornata giocando a calcio”, conclude David.

Per favorire la quiete sono stati adottati altri curiosi provvedimenti: è stato fissato un tetto massimo di abitanti per casa, non più di tre; non si possono stendere i panni all’aperto e poi non si può parcheggiare, nel caso di veicoli commerciali, all’interno del villaggio.

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

Pronto chi abbaia? Ciao sono io…Amore miooooo…

“Pronto, Fido?” “Arf arf!” (oppure “Bau bau”?)…

Una telefonata tra padrone e cane proprio non riusciamo a immaginarcela. E non si tratta nemmeno di una barzelletta. Eppure qualcuno qualche tempo fa ha inventato davvero un cellulare per cani: il PetsCell.

L’idea sembra folle, e forse lo è davvero, ma c’è da dire che un paio di funzioni potrebbero rivelarsi utili.

Il PetsCell sarebbe infatti dotato di un GPS in grado non solo di individuare e trasmettere il punto esatto in cui si trova il cane, ma anche inviare email o sms se il nostro amico Fido si allontana da un “recinto” virtuale di cui abbiamo impostato.

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Ora la domanda sorge spontanea…se i nostri amici avessero voluto comunicare con noi…l’ avrebbero già fatto…secondo poi non avendo problemi di mogli o mariti che li aspettano a casa…possono prendersela comoda…senza dover telefonare…no!!!

Cani…Attori da Oscar

Oscar per i cani, favorito è Uggie: 
nomination anche per Blakie di Scorsese

Uggie, il jack russel protagonista in Come l’acqua per gli elefanti

HOLLYWOOD – Il 13 febbraio è in programma a Los Angeles la cerimonia dei Golden Collar Awards, che assegna il collare d’oro per il miglior cane protagonista dei film 2011. L’iniziativa sarebbe passata quasi inosservata se non avesse scatenato la reazione di Martin Scorsese, che si è chiesto: «Come è possibile che Blakie, il doberman di Hugo Cabret, non sia stato neppure nominato?». Nel suo appello il regista ha spiegato: «Anche se i dobermann sono stati selezionati da un esattore delle tasse tedesco, non è giusto che un’intera razza venga discriminata per questo». Il suo appello ha ricevuto 500 mi piace su Facebook e Blakie ha ottenuto la nomination. Il favorito resta tuttavia Uggie con due candidature per Come l’acqua per gli elefanti e The Artist.

(fonte Il Messaggero)

Ale, Nonno Theo e Zia Pina

Il Medico Risponde: quando il termometro scende

Il freddo, che in questo periodo crea non pochi problemi un po’ a tutti, è anche fonte di preoccupazione per i proprietari di cani che si chiedono se il loro amico è al sicuro nella cuccia in qui è solito dormire.

Per rispondere in modo esauriente a questo quesito occorre prendere in considerazione alcuni fattori.

L’ipotermia è una condizione che si manifesta quando la temperatura corporea scende al di sotto dei limiti di normalità. Nel cane questo limite può essere già intorno ai 37 gradi, in quanto la sua temperatura basale è più alta rispetto a quella dell’uomo, circa 38,5°C. I mammiferi sono in grado di regolare la propria temperatura corporea in base agli stimoli esterni; ovviamente questi meccanismi funzionano fino a determinate temperature, oltre le quali non sono più in grado di garantire l’omeotermia.

Il mantenimento della temperatura corporea basale è un costo energetico per l’organismo non da poco: alcuni piccoli mammiferi infatti, per far fronte alla difficoltà di trovare la quantità di cibo di cui avrebbero bisogno per sopravvivere nella stagione fredda, vanno incontro a periodi d’inattività, il cosiddetto letargo.

Anche per il cane il mantenimento della temperatura corporea è dispendioso in termini energetici, per questo motivo, quando fa freddo, necessita di aumentare le calorie introdotte con la dieta, soprattutto se si tratta di animali che consumano molta energia, come ad esempio i cani da recupero e quelli da caccia.

Sulla capacità di termoregolazione incidono anche l’età e le condizioni di salute del nostro cane: i cuccioli e gli anziani sono più esposti alle temperature rigide così come gli animali malati. E’ importante anche considerare che particolari condizioni possono determinare già da sole un abbassamento della temperatura corporea: ad esempio l’anestesia e gli interventi chirurgici, le malattie endocrine come l’ipotiroidismo, gli stati avanzati di denutrizione, l’ipotensione, le patologie che colpiscono i muscoli e le ossa.

Molti cani sono abituati fin da piccoli a dormire all’aperto: in questo modo la muta stagionale garantisce la crescita di un mantello idoneo alle condizioni climatiche. La neve rappresenta un’attrazione irresistibile per tanti dei nostri amici, che amano rotolarvisi dentro e giocarci fino ad inzupparsi totalmente. Bisogna ricordare che il mantello del cane ha proprietà idrorepellenti e pertanto si asciuga molto in fretta. E’ bene però che quando le temperature raggiungono valori eccezionali come in questo periodo, si garantisca anche al cane che vive all’aperto un riparo coperto e possibilmente ben coibentato ed un adeguato supporto nutrizionale.

I cani di taglia piccola e nana non devono assolutamente dormire all’aperto con queste temperature perché hanno un’alta capacità di dissipazione del calore e andrebbero incontro ad ipotermia molto velocemente.

Se nonostante tutti i nostri accorgimenti però, si verificasse un caso di ipotermia e non fosse possibile portare immediatamente il cane dal veterinario, occorre provvedere al suo riscaldamento nel più breve tempo possibile, perché se la temperatura bassa si mantiene troppo a lungo, non sarebbe più possibile rimediare ai danni. Occorre portare il cane al coperto, vicino ad una fonte di calore, ma non a diretto contatto, e avvolgerlo con delle coperte asciutte. Non bisogna cercare di scaldare le estremità ma concentrarsi idealmente su torace e addome per evitare un’eccessiva vasodilatazione periferica che potrebbe peggiorare lo stato di ipossia a carico degli organi vitali, quali cuore e cervello. A volte purtroppo il ricovero presso una struttura veterinaria rappresenta l’unica speranza di ripresa per il nostro amico, in quanto oltre al riscaldamento è necessaria la terapia infusionale e farmacologica.

 

Foto: http://informaticagratis.com