Archivio mensile:giugno 2012

Fiordiriso, Vaniglia e Yoghurt…l’Ice Bau, il gelato per cani.

Da qualche giorno siamo invasi da un’ondata di caldo record, molte città, infatti, saranno da bollino rosso, e anche i nostri amici a 4 zampedovranno vedersela con la canicola estiva.

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Cosa c’è di meglio, allora, del gelato? Fresco e gustoso, abbassa la temperatura corporea e soddisfa il palato.

Da qualche anno, poi, per la gioia dei nostri fedeli compagni di avventure, ha fatto la sua comparsa il gelato per cani.
 
Vi avevamo già parlato di questa strepitosa invenzione, che porta il nome di IceBau, ma da allora, la lista dei punti vendita sparsi in tutta Italia si è decisamente allungata.

Questo gelato, adatto sia ai cani, che a i proprietari, è particolarmente digeribile, non a caso può essere consumato anche da chi è intollerante al lattosio o ha problemi di celiachia
(non contiene glutine).

Si tratta di un prodotto artigianale, nato nel 2005 grazie ad un mastro gelatiere ligure, che ha studiato una ricetta che fosse compatibile con la salute dei cani, che tendono a non digerire bene gli alimenti complessi.

L’aspetto è quello di un qualunque gelato, ma ha dalla sua, oltre all’alta digeribilità grazie alla preparazione con proteine del latte delattosato, una serie di caratteristiche che lo rendono perfetto per i nostri animali golosoni: è ipocalorico, poiché è dolcificato solo con fruttosio, con un carico glicemico molto basso, è ricco di fibre, grazie all’aggiunta di fibre vegetali prebiotiche estratte dalla cicoria, è gluten free, è a basso contenuto di grassi e senza grassi idrogenati, ed è nutriente.

Per i cani di taglia piccola
 sono consigliate massimo 2 palline da 40 grammi, per i cani di taglia media o grande, invece, massimo 4 palline da 40 grammi.

I gusti disponibili sono 3: Fiordiriso, vaniglia e yogurt.

Ecco dove trovare il gelato per cani IceBau:

Veneto:
   Gli Amici di Pluto (pet-shop) Via Latisana 194, Lignano Sabbiadoro
   Gli Amici di Pluto (pet-shop) Via Roma, 6, San Giorgio di Nogaro
   Gli Amici di Pluto (pet-shop) Via Procione 36, Bibione
   Gli Amici di Pluto (pet-shop) Via Umberto I 16, Rivignano
Piemonte:
   Gelateria Il Pinguino 2 Via Filadelfia 109 Zona Stadio (Torino)
   Gelateria Il Senso della Vita Via Pelizza, 10 Volpedo (AL)
Liguria:
   Gelateria IceRock La Caravella via Colla 95 Celle Ligure (Savona)
   Gelateria Ciocogel
   Galleria Cristallo 8-10 Rapallo (Genova)
Emilia Romagna:
   Gelateria Il Sole
   Via Lanzoni, 19 Luzzara (Reggio Emilia)
   Toscana:
   IceBau b side
Marche:
   Gelateria La Romana Via Leopardi, 2 Fermignano (PU)
   Gelateria La Romana Largo Caio Sempronio Gracco, 4
   Fossombrone (PU) Gelateria Torteria Polo Via Roma , 90 – Gallo di Petriano (PU)
   Gelateria Martini Mario Corso Carlo Alberto, 58 Ancona
Lazio:
   Bar Amnesia Via G. Marconi 31, Anzio
   Cani & Gatti Piazza del Consorzio 8, Anzio
   Darwin-Pet Studio Via Padova 14, Roma 00161
   Clinica Veterinaria Europa Corso Italia, 23 – 00042 Anzio (RM)
   Monami Via Ennio Visca, 38 Nettuno (RM)
   Cani & gatti 2 Via XXIV Maggio, 37 Nettuno (RM)
   Gelateria I Milli Largo Cesti Latina (LT)
   FG Quarter Horses Via Belvedere, 51 – 00065 Fiano Romano (RM)
   Cani e Gatti e giù di lì Via Alcide De Gasperi, Albano Laziale
   Jimmy Pet shop Via Tucci 6, Latina
   L’Oasi degli animali Largo Cesti 2, Latina
   MondoCane Via F. Verdinois 34 ROMA
   I cuccioli Via della Lega Lombarda 25, ROMA
   Pet Shop Viale Città d’Europa 612 ROMA
   Cani e Gatti Corso Vittorio Emanuele II, 312 ROMA
   Bau House Piazza del Camerino, 7 ROMA
   L’arca di Noè Via Capitan Casella 84 ROMA
   Braccobaldo
   Centri commerciali Euroma, Cinecittà 2, Porta di Roma
   L’arte della pizza Via Costantino Corvisieri, 44 ROMA

L’aLe

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Jacky, infermiere a quattro zampe, per la sua piccola Ambra

Arezzo: bambina ricoverata in ospedale, il cane resta a farle compagnia

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Il pastore australiano di un anno, già altre volte aveva accompagnato la sua padroncina per brevi soste ambulatoriali. Ieri però Ambra ha fatto capire il suo desiderio di averlo con lei nella sua stanza.

Così la madre della bimba e le infermiere si sono rivolte al veterinario dotter Paolo Omizzolo e dopo un consulto tra la Direzione dell’ospedale e quella del reparto di Pediatria è arrivata la decisione.

Per la prima volta è stato applicato il regolamento, uno dei pochi in Italia, che consente di portare il proprio cane in ospedale.
Dopo le visite per accertare la buona salute dell’animale, Jacky è stato ammesso nel reparto.

Arrivato in pediatria, nella camera di Ambra, il cane si è accucciato ai piedi della bambina osservandola e scodinzolando ad ogni movimento della bambina come per dirle: “dai, coraggio, tra un po’ si torna a casa”.

L’aLe

DNA per individuare padroni maleducati!

Gerusalemme – Tempi duri per i cani a Gerusalemme, soprattutto per i loro padroni: il comune ha infatti annunciato di essere al lavoro su una banca dati sul Dna degli animali allo scopo di far rispettare al meglio la legge che impone ai padroni di rimuovere le feci dei loro amici a quattro zampe.
Il metodo – che identifica il Dna canino attraverso la saliva e consente di risalire al proprietario, in obbligo di fornirla in precedenza alle autorità – in realtà non è del tutto nuovo. Lo ha messo a punto già nel 2008 il comune di Petah Tikva, cittadina a pochi chilometri da Tel Aviv, che per questo è stata premiata dal New York Times come autrice di una delle migliori invenzioni di quell’anno. Tuttavia, nonostante la genialità del metodo, il tutto si è arenato davanti alla difficoltà legale di obbligare il proprietario del cane a fornire per il database del Dna un campione di saliva del proprio amato. Oggi il comune di Gerusalemme ci riprova, forte di una norma muncipale che impone ai veterinari locali di obbligare i proprietari dei cani a consegnare il fatidico campione di saliva a meno che non vogliano essere multati. Il comune spera così di portare avanti il progetto con un database ben fornito mettendo fine alle pile di escrementi nelle vie. Anche perché a Gersualemme – secondo Zohar Dvorkin veterinario capo della città – i cani, registrati, sono sono circa 11mila a cui va aggiunto un 10-15% non schedato. Il comune – il cui progetto andrà per tappe – si è detto ottimista sulla possibilità di realizzare il database, visto che il 95% dei cani registrati sono vaccinati.
«Dal momento in cui avremo nel database il 70-80% dei cani schedati possiamo cominciare – ha spiegato Dvorkin – a collezionare le loro feci». Da qui il `campione´ sarà inviato in laboratorio e le analisi dovrebbero permettere di risalire al Dna. Per il padrone distratto la multa prevista sarà di 750 shekel, ovvero circa 150 euro, contro i 150 shekel, quasi 30 euro, della spesa per le analisi.
«Andrebbe bene beccarne uno su quattro – ha ammesso Dvorkin – Ma non facciamo tutto questo per i soldi. Anzi èprobabile che ci costerà soldi. L’obiettivo principale resta quello di non mettere il piede in una cacca di cane quando usciamo di casa. È un problema di salute pubblica». Attualmente l’unica possibilità per gli ispettori pubblici di intervenire è quello di intercettare il cane in flagrante, ma anche in questo caso spesso il padrone scappa. «Così – ha detto Dvorkin – non ci sarebbe nessuno a cui dover correre dietro». Del resto a Petah Tikva – pioniera del metodo – hanno notato che è bastato trapelasse il progetto del comune per far registrare una decisa riduzione degli escrementi nelle vie cittadine.

 

L’aLe

Il Medico Risponde: Strani atteggiamenti

Salve,
ho deciso di tirare fuori dal canile una cagna,la cui mamma e’ un lupo
siberiano, il padre sconosciuto..
Adesso ha un anno ed un mese; da un mese a questa parte ha preso il vizio di
salire tutte le notti sul tettuccio della macchina, puo’ immaginare come sia
combinata pertanto la mia macchina. Il canile mi dice che il tutto e’ dovuto al fatto che ha uno scombussolamento perche’ non ha ancora avuto il primo ciclo.
La mia domanda e’ : e’ vero che il motivo e’ il ritardo nel ciclo? Puo’ essere il suo istinto da lupo,e quindi si mette nel punto piu’ alto,come se da quell’altezza potesse comandare sul branco?

P.S. gli amici non vengono piu’ a casa mia, come vede un auto ferma infatti, sale sopra e si mangia l’antenna.

Ciao e grazie. Salvatore

 

Caro Salvatore,

mi dispiace per il disagio che il comportamento della sua cagnolina le sta causando. Analizzando la situazione mi viene da pensare che questo atteggiamento di salire sul tetto delle auto che lei descrive, derivi da un comportamento che talora i cani hanno in canile, ovvero di salire sulle loro cucce. Il motivo esatto di questo atteggiamento può essere spiegato in diversi modi, ma non essendo io un medico comportamentalista, rimanderei ad un collega più esperto per l’approfondimento.

E’ vero che nella fase precedente il calore e nel periodo successivo il comportamento del cane può subire modificazioni, pertanto non è escluso che questa spiegazione possa avere un qualche fondamento, ma a mio avviso la causa scatenante deve essere ricercata altrove. E’ successo qualcosa negli ultimi mesi che possa averlo scatenato? Introduzione di nuovi animali, cambio di casa, nuove persone che frequentano la sua abitazione? Quanto tempo è passato da quando ha adottato la cagnolina al canile?

Tutte queste informazioni potrebbero servire a comprendere meglio il problema e riuscire pertanto a risolverlo.

Cordiali saluti

Foto: http://wolfdog.org

 

           

A Sidney…l’ONU dei lunghi Bassotti.

Quarantasette bassotti, in rappresentanza di altrettante nazioni e uno a rappresentare Ban Ki-Moon: a Sydney, davanti al Museo di arte contemporanea, si è riunita questa simpatica Onu canina…ovviamente per l’Italia c’era La Zia Pina.

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Qui in un momento di pausa dalle riunioni snervanti…

L’aLe

La tratta dei cani…

Sentite questa…

Tilla è una cagnolina nera, abitava presso una famiglia di Riano che le voleva bene. A ottobre, il cancello del giardino rimane aperto per errore e un brutto incidente la riduce in fin di vita. La padrona, disperata, la porta di corsa a un canile-rifugio di Capena, che offre servizio veterinario privato. La dottoressa dice che non c´è nient´altro da fare se non l´eutanasia: si assumerà lei il triste incarico. Così la signora, troppo sconvolta per assistere, se ne va affidandole Tilla. Ma un mese dopo, per straordinaria coincidenza, un´amica che conosce bene il cane capita al rifugio e scopre che Tilla non è affatto morta. Incredibilmente, Egle ritrova la cagnolina paralizzata agli arti posteriori e dotata di passaporto, in procinto di partire per la Germania. Dapprima i responsabili della struttura le dicono che una facoltosa coppia romana ha deciso di adottarla e, seduta stante, di portarla con sé in viaggio di piacere. Poi, di fronte alle proteste di Egle, che stupefatta avverte la proprietaria, sopraggiunge a reclamare il cane la furibonda titolare austriaca di un´associazione specializzata in adozioni all´estero, attiva soprattutto nel Lazio. Ne nasce uno scontro molto aspro, vengono chiamati i vigili presso cui Egle e la padrona di Tilla, recuperata fra le lacrime e oggi accuditissima con carrellino da disabile, sporgono una denuncia che si spera venga considerata con attenzione.
L´incontrollato affido di cani e gatti nei paesi stranieri, vere tratte verso l´ignoto con l´avallo di comuni e Asl, che invece di sterilizzare e applicare la legge si sbarazzano lieti dei randagi, è diventato spaventoso in tutta Italia, e non da ultimo nella nostra regione e a Roma. Attenzione: l´accalappiamento illecito di animali vaganti, i furti, le colonie feline decimate, i cani liberi accuditi che scompaiono, la pericolosità di lasciare i propri amici in auto o legati fuori dai negozi, non sono affatto leggende metropolitane…

Ed io rimango paralizzata a guardate La Pina che dorme serena sul divano e Theo che sonnecchia all’ ombra del nostro piccolo susino…
 

L’aLe

Aiutiamo i 4 zampe emiliani

Procedono a pieno ritmo le operazioni dell’Enpa per il soccorso agli animali coinvolti nel terremoto in Emilia.

Isotta, l’unita’ mobile veterinaria della Protezione Animali, oltre ad essere stata impegnata in piu’ 15 interventi, nella sola giornata di ieri, ha distribuito un primo carico di aiuti composto da strumenti chirurgici, materiali di primo soccorso e trasportini destinati al recupero degli animali vaganti sul territorio.

Nei prossimi giorni e’ previsto l’arrivo di 8 bancali di ”pet food”, di voliere, nonche’ di cucce e materiali per recinti, che saranno utilizzati per allestire rifugi temporanei e alleggerire cosi’ la ”pressione” sulle tendopoli.

Al momento, uno dei problemi piu’ impellenti, spiega l’Enpa, riguarda la gestione dei pet nei campi di accoglienza. Infatti, dai primi dati in possesso dell’Enpa, risulta che molte persone pur di non separarsi dal loro ”amico” lo hanno portato con se’ nelle strutture di emergenza.

“In queste ore stiamo censendo il numero degli animali da compagnia ospitati nelle tendopoli – spiega Gabriele Tossani, responsabile territoriale dei soccorsi -; in presenza della mappa dei soccorsi, in costante aggiornamento, assicuriamo il nostro pieno supporto non solo con la distribuzione gia’ iniziata di cibo e di altri generi di prima necessita’, ma anche con l’ausilio di esperti comportamentalisti i quali avranno il compito di ottimizzare la convivenza tra uomini e animali”.

Diversa la situazione dei pet che non possono accedere alle strutture di emergenza. Per loro, a fronte dell’esaurimento dei posti nei canili e nelle oasi feline, l’Enpa ha previsto l’allestimento di rifugi mobili, posizionati in prossimita’ delle tendopoli, e ha organizzato stalli presso volontari.

Tra le situazioni piu’ critiche di cui hanno notizia i volontari della Protezione Animali, c’e’ quella dei felini rimasti negli appartamenti e nelle case che si trovano nella ”zona rossa” e che in alcuni casi vengono accuditi direttamente dai loro proprietari.

L’Enpa sta intervenendo anche su questo fronte, in sinergia con i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e le autorita’ presenti sul territorio, per assistere e recuperare i ”gatti della zona rossa” ed evitare che sia messa in pericolo l’incolumita’ di uomini e animali. In queste ore l’unita’ dell’Enpa per il soccorso degli animali nelle gravi emergenze sta svolgendo una doppia funzione. “Isotta e’ impegnata da un lato negli interventi di soccorso, di recupero e di messa in sicurezza degli animali feriti – in sostanza un vero e proprio pronto soccorso veterinario itinerante – dall’altro e’ attiva come supporto logistico per lo smistamento di materiali e di generi di prima necessita’ tra le varie zone interessate dal sisma”, aggiunge il responsabile del Servizio Nazionale Guardie Zoofile, Marco Bravi, che sta coordinando l’intervento dell’Enpa nell’intera regione.

E’ stato individuato nella zona di San Felice sul Panaro l’headquarter dell’Enpa in Emilia; una vera e propria ”unita’ di crisi” dalla quale i volontari della Protezione Animali coordinano le operazioni nelle zone terremotate e gestiscono le emergenze piu’ impellenti per la salute degli animali.

“In Emilia ci stiamo muovendo d’intesa e in perfetta sinergia con le autorita’ locali e con il servizio veterinario dell’Emilia Romagna; interveniamo sulla base delle esigenze riscontrate sul territorio e delle richieste che ci vengono segnalate”, spiega il presidente nazionale della Protezione Animali, Carla Rocchi, che prosegue: “Per questo, in accordo con i responsabili regionali Carlo Locatelli e Lella Gialdi, abbiamo puntato su un coordinamento sequenziale che assicuri nel tempo le risorse di persone e di mezzi”. Secondo quanto reso noto dai volontari operativi sul territorio, al momento c’e’ bisogno soprattutto di pet food per cani e gatti e di antiparassitari.

Per sostenere l’attivita’ dell’Enpa in Emilia a favore degli animali e’ possibile inviare un bonifico bancario all’Iban IT 39 S 08530 46040 000430 101775 BANCA D’ALBA indicando nella causale: SOS EMILIA. I contributi saranno utilizzati per l’acquisto di cibo e di altri generi di prima necessita’. Invece, per inviare direttamente cibo, medicinali, cucce e altri beni e’ possibile segnalare la disponibilita’ alla mail comsviluppo@enpa.org.

AIUTIAMOLI!!!

L’aLe

Dove vivono meglio i quattrozampe? Uno studio ce lo racconta.

Passi in avanti per l’Italia a quattro zampe secondo Ecosistema Animali 2011 diLegambiente.

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Stando a quanto riportato nella prima edizione dell’analisi condotta dall’associazione sui Comuni capoluogo italiani, alcuni esempi di eccellenza come Modena, Pordenone e Torino rappresentano modelli da esportare nel resto del Paese.
Secondo Legambiente
 emerge un quadro generale soddisfacente, seppur con alcune questioni che meritano ancora un maggiore impegno da parte della amministrazioni comunali italiane. Presi in considerazione diversi aspetti, dalle strutture pubbliche a disposizione per la cura e la raccolta di animali domestici randagi (cani e gatti), microchippatura per tutti i cani
, colonie feline, trasporto sui mezzi pubblici, corsi di formazione per i padroni e campagne di sensibilizzazione per favorire l’adozione di cuccioli e non da canili e gattili.
L’indagine ha previsto un invio di questionari, composti da un totale di 40 domande, ai 109Comuni italiani capoluogo di Provincia. A rispondere sono state 89 amministrazioni locali, da cui sono stati ricavati i dati contenuti nel rapporto Ecosistema Animali 2011. Come spiega Antonio Morabito, responsabile nazionale Fauna Legambiente:
Dalla nostra indagine emerge un quadro generale interessante: in Italia le competenze ci sono, come insegna l’esperienza di Torino, ma bisogna ancora fare molto, magari prendendo esempio proprio dai comuni virtuosi.
Vedendo nello specifico le aree interessate dall’indagine emerge come la mappatura del territorio per verificare la presenza di strutture di raduno di gruppo per animali
 domestici (canili, ricoveri ecc.) sia stata redatta nel 2010 dal 34,8% dei Comuni, autonomamente o con l’ausilio di associazioni e professionisti, non ha provveduto il 58,4% mentre non ha risposto il 4,4%.
Sul fronte microchip (che ricordiamo reso obbligatorio dalla legge 128/1991) risulta come nel 2010 siano state organizzate campagne di promozione nel 50,5% dei territori comunali, mentre rispondeva no il 43,8% e lascia in bianco il 5,6%. Bilancio sostanzialmente positivo per quanto riguarda la presenza di strutture ricettive per animali randagi catturati dagli addetti comunali, presenti in 78 Comuni (86,2%) su 89.
All’interno dei 78 Comuni che hanno positivamente risposto in merito alla presenza di strutture di ricezione per animali randagi risultano 8 enti locali che gestiscono le autonomamente, 40 che affidano questo compito ad associazioni convenzionate, mentre 24 a ditte o cooperative in appalto.
Buoni risultati arrivano anche dall’analisi dei servizi offerti, a cominciare dal fatto che in tutti e 78 i Comuni che hanno risposto al questionario vengono assicurati il monitoraggio e l’assistenza ai cani
 ospitati e la promozione delle adozioni, in 69 la sterilizzazione chirurgica, mentre in 44 si agisce anche attraverso la rieducazione dei cani “mordaci”.
Per quanto riguarda invece le colonie felineesiste un piano di tutela nel 68,5% dei casi, mentre negativo è stato il responso nel 29,2%. Crescente il numero dei Comuni che vietano l’esibizione a quei circhi che propongono spettacoli con animali o mostre di animali vivi. L’ordinanza restrittiva risulta emessa nel 25,8% dei casi.
Riguardo infine il rapporto tra animali etrasporto pubblico i risultati, meno positivi se messi a confronto con altri aspetti dell’indagine, mostrano una crescente attenzione alla questione. Il 66,2% rende il viaggio dei compagni domestici possibile, negativo il responso del 26,9%. Alcuni Comuni in particolare (60,6%) permettono il trasporto di quattro zampe di piccola taglia, altri (24,7) consentono il viaggio su treni
 regionali, il 3,3% su metropolitane e l’8,9% su taxi.
Come detto inizialmente tra le città che maggiormente si sono distinte per tutela e attenzione verso gli animali troviamo Modena, che dal 1998 ha istituito l’Ufficio diritti animali. Qui si gestiscono l’anagrafe canina, convenzioni con canili e gattili e il programma colonie feline (comprensivo di censimento e sterilizzazione). Molto attivo in campagne di informazione sul rapporto uomini e animali, oltre ad operare in maniera costante per favorire le adozioni dei piccoli ospiti deiricoveri comunali.
Pordenone gestisce l’anagrafe canina regionale, propone periodiche campagne informative sulla vaccinazione obbligatoria dei cani contro la rabbia e, in collaborazione conLAV, medici veterinari e azienda sanitaria, promuove corsi per migliorare il rapporto tra padroni e animali domestici. A questo si aggiungono poi le attività di promozione delle adozioni dai canili e gattili, le oltre 60 colonie feline censite e il contributo di 250 euro corrisposto ad un anno dall’adozione in caso di attestata buona salute del cucciolo.
Veniamo infine a Torino, che dispone di due canili gestiti dall’ENPA. In caso gli animali vengano identificati attraverso il microchip vengono riaffidati ai rispettivi padroni, altrimenti si segue la profilassi vaccinale e antiparassitaria. Sono 13.000 le colonie feline censite, mentre nel 2006 il capoluogo piemontese ha approvato il “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città”, poi modificato nel 2011.
Grazie a questo documento cani e gattipossono viaggiare sui mezzi di trasporto pubblico se di piccole dimensioni e giudicati non pericolosi. Necessitano inoltre di museruola e devono essere trasportati in braccio o all’interno di appositi trasportini. Importante poi sottolineare come per gli amici a quattro zampe il biglietto non sia richiesto.

Riguardo infine il rapporto tra animali etrasporto pubblico i risultati, meno positivi se messi a confronto con altri aspetti dell’indagine, mostrano una crescente attenzione alla questione. Il 66,2% rende il viaggio dei compagni domestici possibile, negativo il responso del 26,9%. Alcuni Comuni in particolare (60,6%) permettono il trasporto di quattro zampe di piccola taglia, altri (24,7) consentono il viaggio su treni
 regionali, il 3,3% su metropolitane e l’8,9% su taxi.
Come detto inizialmente tra le città che maggiormente si sono distinte per tutela e attenzione verso gli animali troviamo Modena, che dal 1998 ha istituito l’Ufficio diritti animali. Qui si gestiscono l’anagrafe canina, convenzioni con canili e gattili e il programma colonie feline (comprensivo di censimento e sterilizzazione). Molto attivo in campagne di informazione sul rapporto uomini e animali, oltre ad operare in maniera costante per favorire le adozioni dei piccoli ospiti deiricoveri comunali.
Pordenone gestisce l’anagrafe canina regionale, propone periodiche campagne informative sulla vaccinazione obbligatoria dei cani contro la rabbia e, in collaborazione conLAV, medici veterinari e azienda sanitaria, promuove corsi per migliorare il rapporto tra padroni e animali domestici. A questo si aggiungono poi le attività di promozione delle adozioni dai canili e gattili, le oltre 60 colonie feline censite e il contributo di 250 euro corrisposto ad un anno dall’adozione in caso di attestata buona salute del cucciolo.
Veniamo infine a Torino, che dispone di due canili gestiti dall’ENPA. In caso gli animali vengano identificati attraverso il microchip vengono riaffidati ai rispettivi padroni, altrimenti si segue la profilassi vaccinale e antiparassitaria. Sono 13.000 le colonie feline censite, mentre nel 2006 il capoluogo piemontese ha approvato il “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città”, poi modificato nel 2011.
Grazie a questo documento cani e gattipossono viaggiare sui mezzi di trasporto pubblico se di piccole dimensioni e giudicati non pericolosi. Necessitano inoltre di museruola e devono essere trasportati in braccio o all’interno di appositi trasportini. Importante poi sottolineare come per gli amici a quattro zampe il biglietto non sia richiesto.

Il Regolamento consente il transito e l’attendamento di circhi con animali secondo norme CITES, seppur dal 1 febbraio 2013 vieterà l’esposizione e impiego di animali esotici come elefanti, orsi, primati e altri ancora. Il direttore generale di Legambiente
Rossella Muroni sottolinea infine proprio questo aspetto, rimarcando come l’Italia disponga di amministrazioni virtuose da promuovere e lodare:
Emerge con evidenza da Ecosistema Animali che serve un maggiore impegno delle amministrazioni comunali per ridurre il numero di animali abbandonati, che patiscono sofferenze e divengono involontari protagonisti di molti problemi: le buone pratiche già in campo dimostrano che è possibile farlo e, nel medio periodo, anche producendo un risparmio per la casse comunali. Anche per gestire meglio gli animali in città fare cultura, facendo crescere maggiore consapevolezza e responsabilità da parte dei singoli cittadini, è premessa insostituibile per ridurre nel tempo, significativamente, costi e problemi per la pubblica amministrazione.

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