Brutus, il cane che non vuole lasciare il canile…

“Sta bene solo al canile, non vuole essere adottato”. La storia di Brutus commuove il web

Brutus da undici anni vive nel canile di Galliate e la sua storia sta mobilitando il fronte animalista

Da undici anni è ospite del rifugio di Galliate.

La presidente della struttura: “Impossibile darlo in adozione”.

Ma gli animalisti protestano su Facebook

Brutus è seduto sulle zampe posteriori con l’aria un po’ triste. La sua foto ha fatto il giro del web e su Facebook è stata condivisa più di 14 mila volte. Brutus è uno degli ospiti del canile di Galliate da 11 anni e la sua storia di lunga permanenza nella struttura, insieme a quella della sua compagna Akira, è all’origine di questo contagio «virale» in rete, che ha portato anche un centinaio di persone da tutta Italia a scrivere al sindaco Davide Ferrari invitandolo a fare pressioni sulla direzione affinché conceda l’adozione di uno o di entrambi i quattrozampe, che vogliono stare possibilmente insieme.

«Non vogliono dare in adozione Brutus, un cane da 11 anni in canile; meriterebbe di trovare una casa per i suoi ultimi anni»: anche l’associazione nazionale Animal Liberation, per voce della sua vicepresidente nazionale Serena Sartini, entra nella querelle che vede opposti alcuni animalisti e la direzione della struttura La Cuccia di Galliate, a cui fanno riferimento anche Cerano, Romentino, Trecate, Cameri e Sozzago. «Lo abbiamo richiesto, insieme alla sua amica Akira da cui dicono che non voglia essere separato – afferma Sartini – e oltre a noi la proposta è arrivata anche da persone che risiedono a circa 50 chilometri, ma la risposta è sempre stata no. Perché?». Il canile, sostengono, non è una prigione.

«Ha le sue abitudini – risponde la presidente del canile Elia Manco –. Sta bene qui con Akira. E’ come una persona anziana, se la sposti da casa sua per mandarla in un ospizio non ce la fa». Racconta i vari tentativi: «Abbiamo provato di recente a portarlo in una nuova sistemazione, da solo o con Akira, ma dopo un giorno o due in cui non mangiava, non beveva, non faceva neanche i bisogni, ci è sembrato giusto riportarlo qui e si è ripreso».

E’ intervenuta anche una veterinaria: «Anche lei ha verificato la sua situazione. Meglio tenerlo con noi». Ribadisce anche le ragioni del «no» a Serena Sartini: «Abita lontano, non si potevano fare i consueti controlli post adozione». L’animalista ribatte: «Dopo opportune verifiche sul richiedente, nulla può ostare la sua adozione. Neppure aspetti problematici del carattere possono essere considerati un impedimento: veterinari comportamentalisti o educatori cinofili possono e devono accompagnarlo nell’inserimento – sostiene – Il canile di Galliate ospita cani che sono diventati anziani al suo interno, per i quali le amministrazioni pagano rette giornaliere per cibo e cure mediche. La drammatica situazione economica forse non sfiora neppure i cittadini dei Comuni associati?». La replica:«Non riceviamo una diaria, ma un contributo annuale dai municipi consorziati. E se siamo passati dai 93 agli attuali 34 ospiti, senza usare i social network, significa che non abbiamo mai avuto problemi a trovare nuove famiglie. Tutti i controlli fatti dalle autorità sanitarie hanno poi confermato la correttezza della nostra gestione».

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Pubblicato il 22 aprile 2013, in Curiosità, Il Nonno Theo e La Zia Pina, News, Salute, Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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