Boss, un Labrador antidroga, minacciato dai narcotrafficanti

In cinque anni ha ritrovato quintali di droga nelle favelas di Rio, e ora i trafficanti vogliono ucciderlo.

Boss, cosi’ si chiama il Labrador in forza all’antidroga di Rio De Janeiro, nemico numero uno dei narcos brasiliani.

Durante i blitz nelle favelas più pericolose ha scoperto quintali di droga e centinaia di armi. Dopo l’ultima retata, in cui ha individuato 300 chili di marijuana, è diventato una vera e propria celebrità.

Per questo ha ricevuto minacce di morte. Non è un agente speciale della narcotici, ma un labrador di cinque anni dal manto scuro in forza al “Battaglione operazioni cinofile”. Dopo aver rovinato i piani dei trafficanti con il suo “super olfatto”, ora Boss – questo il suo nome – è nella lista nera della criminalità organizzata. «Dobbiamo sparare a quel maledetto cane», il dialogo tra i trafficanti intercettato dalla polizia.

Ma la minaccia non ha spaventato l’unità cinofila: in 55 anni di attività nessun animale è stato ferito in servizio. «Ora abbiamo aumentato le misure di sicurezza. Ci saranno nove agenti insieme a Boss, per proteggerlo da una possibile imboscata. Ma le nostre operazioni continuano come prima», spiega il tenente Daniel Resende.

Intanto Boss continua a scodinzolare per le vie più pericolose della città carioca, incurante dei rischi, a caccia di droga, armi ed esplosivi: «Per lui è un divertimento – spiega Vítor Vale, vice-comandante del battaglione -. E’ senza dubbio il migliore dei nostri agenti a quattro zampe. Il suo naso è infallibile: non esiste nascondiglio capace di ingannarlo».

La giornata lavorativa di Boss e dei suoi 68 “colleghi” dura circa 6 ore. Il giorno successivo al servizio è dedicato al riposo, al gioco e alle eventuali cure dei veterinari. Le ultime fatiche dell’agente a quattro zampe sono state ricompensate dopo i sequestri record di stupefacenti (oltre due tonnellate in un anno). Boss ha ricevuto in premio una compagna di pattuglia: Bombom. Ora la vita dei narcos brasiliani sarà ancora più dura, c’è da scommetterci.

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Pubblicato il 9 novembre 2012, in Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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