Tre anni dopo che ha tremato la terra…

Metti una domenica qualunque…

con un sole alto e nessuna meta da percorrere…

metti che l’auto vada da sola e che all’improvviso ti trovi davanti il cartello segnaletico che ti avverte che nel tuo peregrinare sei arrivato fino a L’Aquila…

e metti anche che decidi di uscire e vedere con i tuoi occhi cosa sta succedendo…

Nulla di quello che ti sei immaginato corrisponde più alla realtà di ciò che i tuoi occhi vedono…

Forse nel descrivere potranno aiutarmi i numeri:

10 negozi aperti in centro

5 bar

1 uomo che chiede l’elemosina (chiamarlo senza tetto qui, è un eufemismo)

e tanti, tanti cani anziani…

di ogni razza mescolata al mondo, di tutti i colori di pelliccia, tante paia di occhi tristi…come se fossero uno solo e gigante

E’ la domenica che precede l’anniversario del 6 aprile, e l’unico movimento è quello di una troupe di Rete4 che sta allestendo le luci nella chiesa in Piazza Duomo…

D’altronde fa notizia il compimento di tre anni dalla tragedia, e come non buttarcisi…

ma i cani, non li vedono, non vedono nessuno…non ti scodinzolano, come se nemmeno tu esistessi nel loro mondo di macerie ancora non raccolte.

Nell’aria, l’odore di primavera, e un unico suono, quello dei teli di plastica che una volta ricoprivano le impalcature, oggi strappati da vento e sventolanti come bandiere di una terra di nessuno…se non dei cani che qui abitano.

Sono loro i veri abitanti da quel 6 aprile 2009…loro che girano a coppia, uno avanti l’altro dietro, come carovane nel deserto che L’Aquila è diventata, tra l’indifferenza di alcuni e il dolore di tanti.

Un cantiere dove la ruggine sta prendendo il sopravvento, e dove le speranze ogni giorno si affievoliscono…

Li avrei abbracciati tutti quei cani, li avrei lavati, sfamati, coccolati, e avrei loro regalato una palla…

ma questi non sono cani così… il loro pelo bianco macchiato di nero catrame, i loro occhi cisposi, e la solitudine che attraversano ogni giorno, mi raccontano, di notti passate a ripararsi dal freddo ed estati alla ricerca di un pò di acqua freesca…

Cani che il terremoto lo hanno sentito prima di tutti e che ancora lo stanno vivendo sulla loro pelle, con l’unica consolazione che gli aquilani non hanno potuto avere, di poter continuare a vivere qui…

nel centro di una magnifica città…senza le risa di chi pensava un tempo di ricostruirla intascando i soldi a lei destinati…

Cani fortunati…

L’aLe

Pubblicato il 6 aprile 2012, in Curiosità, Il Nonno Theo e La Zia Pina, News, Uncategorized, Viaggi con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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